Bibite, cibi freddi e gelati: come sceglierli senza rischi

Bibite, cibi freddi e gelati: come sceglierli senza rischi

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AgostoRisparmioOKTenere gli occhi aperti e prendere qualche piccola precauzione: questi i consigli che arrivano dall’Unione nazionale Consumatori su un tema quanto mai delicato, il rischio di infezioni alimentari. Un rischio più accentuato d’estate quando l’aumento delle temperature va a incidere sulla conservazione di cibi e bevande. L’associazione di tutela spiega che proprio in questo periodo dell’anno molti consumatori scrivono per denunciare carenze di bar, chioschi e ristoranti nelle località di villeggiatura e non solo. Il caldo favorisce la moltiplicazione dei batteri, se cibi e bevande sono stati preparati o conservati in modo scorretto. E il disturbo gastrointestinale è assicurato.

A incidere, dunque, sono “prodotti conservati in modo inadeguato - spiega Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Consumatori - la catena del freddo non rispettata, bibite lasciate sotto il sole e poca attenzione all’igiene. Non possiamo certamente generalizzare, ma è importante che i consumatori tengano gli occhi aperti per evitare fastidiosi inconvenienti che potrebbero rovinare le vacanze”.

Ecco, allora, qualche accorgimento per scegliere in piena sicurezza. Prima cosa a cui prestare attenzione, sul fronte dell’igiene, i bagni che sono il miglior biglietto da visita dei locali in cui ci si ferma a mangiare. Meglio, poi, che il negoziante non tocchi ma il cibo con le mani o che, per servire da bere, non prenda il bicchiere dall’alto. In tema di conservazione degli alimenti, invece, meglio diffidare di carrelli con cibi freddi - contenenti gelatine, creme, maionese, mascarpone, salse o uova - che stazionano in un luogo a temperatura ambiente. Occhio anche ai congelatori che, se stracolmi di prodotti, non fanno a dovere il loro lavoro.

Un occhio di riguardo, infine, per il gelato, tra gli alimenti più amati d’estate. “I surgelati - conclude Dona - hanno cristalli di ghiaccio microscopici che non producono danni al prodotto. Se si nota sull’alimento una specie di brina, -questo può essere un sintomo dell’interruzione della catena del freddo”. Insomma, se il gelato perde compattezza e cremosità, meglio buttarlo. Ne va della salute.

Chiara Semenzato

Qualche consiglio utile

L’estate è anche il momento più propizio per gustare pesce e frutti di mare. Il consiglio è di non acquistarne di dubbia provenienze e di prendere cozze e vongole solo se contenute in confezioni sigillate e avvolte da una retina di plastica e con un’etichetta che indica peso e scadenza. I frutti di mare possono essere conservati al massimo per 4 giorni, alla temperatura di 6°C, quindi, in frigorifero. Qualche altro consiglio:

- buttare i cibi le cui confezioni presentano un rigonfiamento;
- controllare sempre la data di scadenza;
- non acquistare bottiglie d’acqua o bibite che stazionano sotto il sole;
- non acquistare prodotti deteriorabili da carrettini ambulanti, privi di celle frigorifere.

Info: www.consumatori.it

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