Il Biffi va in fallimento. Si chiude un’epopea e una grande storia per Treviso.

Il Biffi va in fallimento. Si chiude un’epopea e una grande storia per Treviso.

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Fallimento prima poi chiusura. Una storia decennale e di gloria, che si chiude in modo mesto. Un epilogo giudiziario per il Biffi di piazza dei Signori, uno dei locali storici di Treviso. L’amministratore unico della società che gestiva lo storico locale, Marco Vitale, 38 anni di Salgareda, ha patteggiato un anno e 7 mesi di reclusione (pena sospesa) per i reati di bancarotta documentale e bancarotta per distrazione. Il passivo della società supererebbe abbondantemente la cifra di 200.000 euro.
Il Biffi aveva raccontato la storia dei trevigiani, amori, amicizie, contratti, affari, studio erano nati su quei tavolini sotto la Loggia dei Trecento. L'eopoea di una città raccontata attraverso le persone, le loro storie, la loro vita, i racconti, sublimata poi dal film di Pietro Germi, Sinori e Signore. Lo storico bar di piazza dei Signori chiuse i battenti ed il 27 ottobre del 2011 fu dichiarato fallito dal tribunale di Treviso. Secondo le indagini del sostituto procuratore Barbara Sabattini, Vitale, come amministratore unico della Biffi srl, la società che gestiva il locale sotto la Loggia dei Trecento, avrebbe tenuto i libri e le scritture contabili in disordine in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari “con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e recare danno ai creditori”. Oltre alla mala gestione dei libri contabili anche quella per bancarotta per distrazione perché Marco Vitale avrebbe distratto a danno dei creditori la somma di 385.000 euro, “risultante dal saldo del conto cassa alla data del 31 agosto 2011”. Tra i creditori anche il Comune di Treviso per l’affitto del plateatico sotto la Loggia per un importo di 1.600 euro.

Dopo la chiusura dello storico locale, famoso anche per i panini caldi con la porchetta, il Tribunale di Treviso aveva dichiarato fallimento per la società gestita da Vitale. Dal fallimento si è passati all'accusa di bancarotta. Ma nessuno nel frattempo, dal 2011 si è fatto avanti per riaprire lo storico bar. Per Vitale si è patteggiato un anno e 7 mesi con le attenuanti generiche.

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