Bilancio, manovra a rischio secondo i revisori dei conti

Bilancio, manovra a rischio secondo i revisori dei conti

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Una manovra a rischio, sia pure in parte calcolato. È così che il Collegio dei revisori dei conti del Comune valuta nella sua relazione l’assestamento di bilancio 2016 che oggi la Giunta porta in approvazione in Consiglio comunale, in una seduta che si presenta caldissima anche per la contestazione annunciata di sindacati e dipendenti comunali - prevista prima un’assemblea generale al teatro Malibran per arrivare poi in corteo a Ca’ Farsetti - per la mancata erogazione del premio di produttività di circa un milione e mezzo di euro da parte dell’amministrazione, visto che tale penalizzazione rimarrà per lo sforamento del Patto di stabilità 2015.

Il buco
Il Comune dovrebbe comunque recuperare entro settembre buona parte dello sforamento di 18 milioni di euro del Patto 2015, grazie all’emendamento parlamentare al decreto sugli enti locali che dovrebbe essere prossimamente approvato. Intanto, però, l’assestamento che verrà approvato oggi in Consiglio comunale deve formalmente già recuperare il “buco” con altre entrate, senza andare a colpire ancora servizi e spese per i cittadini. Come già annunciato anche dall’assessore al Bilancio Michele Zuin, si procederà utilizzando una quota di avanzo di amministrazione per accantonamento del fondo rischi per 9,8 milioni di euro. Altri 4 milioni e mezzo di euro saranno recuperati dall’esito favorevole della sentenza di secondo grado della Corte d’appello per la compravendita dell’ex Pilsen che vedeva Ca’ Farsetti opposta all’imprenditore Lino Cazzavillan, in aggiunta agli 11,7 milioni di euro stabiliti dalla prima sentenza. Ancora: si preleveranno altri 2 milioni dal fondo di riserva e un altro milione e mezzo dal contributo dello Stato per il minor gettito di Imu e Tasi dopo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, più altre risorse minori.

Il Salva Venezia
Ma questa manovra, che toglie in pratica ogni “munizione” finanziaria al Comune in attesa del nuovo assestamento che conteggerà il recupero economico sancito dal nuovo «Salva Venezia» in approvazione, suscita le perplessità dei revisori dei conti. «È il caso di sottolineare», scrivono infatti, «che l’utilizzo delle risorse sopra indicate contribuisce a creare una situazione di tensione nel bilancio in quanto si tratta di misure al limite della sostenibilità, venendosi ad utilizzare una buona parte delle riserve prudentemente accantonate per esigenze di carattere straordinario legate a eventuali futuri contenziosi (fondo rischi e oneri e fondo di riserva), oltre all’entrata dalla sentenza ex Pilsen che presenta carattere di aleatorietà sotto il profilo della riscossione, pur costituendo a tutti gli effetti un credito e, infine, il contributo statale di 1,5 milioni di euro che, per legge, non può essere conteggiato come entrata utile ai fini del conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica (cosiddetto “Nuovo Patto di stabilità”)». I revisori tengono conto nel dare il via libera alla manovra dell’emendamento parlamentare in arrivo, ma invitano il Comune subito dopo a ripristinare al più presto gli stanziamenti del fondo rischi e accantonare nel fondo crediti di dubbia esigibilità l’entrata della sentenza ex Pilsen. Insomma, c’è da fare gli scongiuri perché in Parlamento tutto vada nel verso giusto e perché, nel frattempo, non si determinino altre spese impreviste per il Comune. «È un fatto», osserva il consigliere comunale del Pd Nicola Pellicani, «che è la seconda volta che ci troviamo ad approvare un bilancio “provvisorio”. Quello di previsione conteggiava anche le entrate di Imu e Tasi prima casa e questo dà per scontato, nell’elaborazione, l’arrivo del “Salva Venezia”»

Gian Nicola Pittalis

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