Adesso anche l’Italia è sbarcata in Francia. Una Francia, attenta alle segnalazioni dei servizi segreti, della polizia. Benvenuti all’Europeo figlio del 13 novembre. Adesso, dopo la strage al Bataclan, il tentativo di attentato a Saint Denis, anche l’Europa si scopre sotto assedio nel momento della festa. Tanto che anche il ritiro della nostra Nazionale ieri è stato “bonificato” dalle forze di sicurezza. Specchi, cani fiuta bombe, perquisizioni. Il solito allarmismo in salsa calcistica? A dire il vero l’allarme è arrivato dal Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico che ha avvertito i tifosi di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord sui potenziali pericoli di chi sta pensando a una trasferta.

L’attenzione
Occhio alle piazze, alle “spianate” davanti ai maxischermi, alle piazzole dei bus, alle stazioni: «Rappresentano potenziali obiettivi per attacchi terroristici: la minaccia è alta». I padroni di casa non hanno negato, anzi lo stesso presidente Hollande, ha riconosciuto l’esistenza del rischio di atti dimostrativi da parte del terrosismo di matriche musulmana. E allora la Francia che fa? Intensifica le misure di sicurezza, lancia addirittuta un’app per informare i tifosi sui pericoli segnalati dal ministero degli Interni, ma allo stesso tempo da fiato a quello che viene definito islam moderato.

Il testimonial
E chi c’è di meglio d’un giocatore simbolo come Paul Pogba per dire che il “festival pagano” del calcio si accorge quando viola i principi della religione di Allah? Ieri i giocatori musulmani dei Bleus hanno annunciato che, durante il torneo, eviteranno la dieta imposta dal Ramadan che prevede il digiuno dall’alba al tramonto. Insomma Pogba, musulmano osservante, potrà utilizzare integratori e mangiare prima di un incontro, come faranno il collega di reparto N’Golo Kantè, il fenomeno lanciato da Claudio Ranieri al Leicester, e Bacary Sagnà, veterano del City. Ma il ct Deschamps, conscio dello “strappo”, ha reintrodotto i piatti halal nel menù della sua Francia. Nelle scorse settimane i terroristi dell’Isis hanno fatto strage di tifosi del Real Madrid in Iraq: anche il calcio è il diavolo, figuriamoci se uno sostiene una squadra che ha una corona con la croce al culmine del proprio stemma. Così come vecchio è il pericolo hooligans, ricomparso a sorpresa in Inghilterra lo scorso mese, nel pre-partita di West Ham-Manchester United.

Hoolingans
E finito anche questo sotto la lente delle forze dell’ordine, nonostante l’attenzione e il timore siano indirizzate alle sventolanti bandiere nere. Jacques Lambert, presidente del comitato organizzatore, per esempio ha ammesso che sul match di sabato sera c’è «un’attenzione particolare, in passato ci sono stati scontri tra tifosi inglesi e marsigliesi». Per la cronaca, là si giocherà Inghilterra-Russia e anche se le due “curve” non meneranno le mani, anche se sarà allestito un doppio perimetro di sicurezza per accedere a tutti gli stadi dell’Europeo, è rimbazata pure la notizia – non confermata – di un match a porte chiuse a Marsiglia. Sempre il “vecchio calcio”.

Gian Nicola Pittalis

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