CICLISMO, TROFEO BIANCHIN. SI TORNA SUL MONTELLO

CICLISMO, TROFEO BIANCHIN. SI TORNA SUL MONTELLO

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milani

Tra due anni il Trofeo Bianchin, classica di ciclismo per dilettanti taglierà il traguardo del mezzo secolo. Quasi cinquant'anni da quel drammatico giorno in cui perse la vita, la sera precedente al Trofeo Matteotti, Gianfranco Bianchin, il corridore di Ponzano Veneto, da poco passato al professionismo.

Dopo la scomparsa di Elio Zanatta, da sempre deus ex machina della gara, la manifestazione era scesa di categoria da internazionale a nazionale. Era stato tolto il Monte Tomba e il Montello, che da sempre avevano fatto la differenza.  aveva cancellato le asperità e s'era trasformata in kermesse per velocisti puri, peraltro spesso orfani dei migliori. Il Trofeo Bianchin-Memorial Zanatta per Élite-Under 23, riacquista prestigio e per l'edizione numero 48 di domenica 24 settembre - il giorno del Mondiale pro' a Bergen - si riappropria del Montello, garantendo un percorso assai complicato e congeniale ai colpi di scena. A volerne fortemente il rilancio, vernice mercoledì 13, alle 20.30, al Relais Monaco di Ponzano, è stato Bonaventura Pizzolon, ex assessore allo sport a Ponzano e nuovo presidente del Velo Club Gianfranco Bianchin. Al via anche Gianluca Milani (in foto) della Zalf Euromobil Fior, campione italiano elite.

Il ritorno al passato si concretizza con la modifica di partenza e arrivo, collocati da quest'anno all'altezza del salumificio Becher di via Roma, l'ex mobilificio Birello&Tasca, dove fino al 2003, e per 33 edizioni, si sono incoronati i vincitori. Il tracciato è lungo 162 km. Subito dopo il via si correrà su un anello cittadino di 7,1 km da ripetere 9 volte. Poi, lo spettacolo del Montello: cinque gran premi della montagna, l'assalto alla presa X e la presa XV da affrontare quattro volte. Da Ponzano si girerà per Volpago.  Allo scollinamento del primo gpm, svolta a destra per il Monumento al Generale Pennella, quindi a sinistra per i Santi Angeli. Poi Panoramica, Santa Mama e Santa Maria della Vittoria: 4 giri di un circuito di 12,5 km. Rientro per Selva e Camalò, infine altre tre tornate del circuito iniziale, pari a circa 21 km. Che potrebbero rimescolare le carte e servire un assist ai velocisti resistenti. Porte aperte anche alla fuga. E soprattutto alla selezione onorando così il passato glorioso. E perchè no, magari ritornando sul Monte Tomba.

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