Corsa a 7 per la rinascita di Dolo

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DoloLa Romea commerciale, la camionabile accanto all’idrovia, Veneto city: si gioca sulle infrastrutture e i grandi progetti la campagna elettorale a Dolo. Ben 7 gli aspiranti sindaco, tre donne e 4 uomini, di età compresa tra i 30 e i 54 anni. Una tornata che cercherà di cambiare gli equilibri nella cittadina della Riviera, dopo 5 anni di governo del centrodestra che aveva spodestato decenni di giunte di sinistra. Un lustro, però, logorante che ha visto la maggioranza spaccarsi proprio sui grandi temi ancora all’ordine del giorno.

Ai nastri di partenza il sindaco uscente Maria Maddalena Gottardo, 53 anni, dirigente di banca con una laurea in economia, che ha perso l’appoggio della Lega Nord e si candida con una lista civica che porta il suo nome. Il Carroccio sostiene, invece, Antonio Di Luzio, impiegato 54enne, già sindaco di Pianiga, assessore a Stra e consigliere provinciale. Sempre in area centrodestra la sorpresa è la civica Dolo del fare, nata dalla spaccatura a livello nazionale dei seguaci di Flavio Tosi, che candida l’ingegnere 49enne Marco Cagnin, consigliere comunale uscente. In corsa anche, con la lista Dolo è tua che si definisce apartitica e ha messo nel simbolo famiglie, anziani e disabili, l’assessore uscente all’Urbanistica, ex Forza Italia, Elisabetta Ballin, 48 anni,

L’avversario, sulla carta, più temibile per la Gottardo è Alberto Polo, impiegato 40enne, anche lui già in consiglio comunale, che si presenta con la civica Dolo democratica, ma che ha anche incassato il sostegno del Pd. Occupata anche la casella a sinistra dei democratici: Giorgio Gei, commerciante 54enne si presenta con la lista Ponte del Dolo, che, fallito il tentativo di un accordo con il Pd, ha incassato il sostegno di Sel, dei Comunisti italiani e di vari comitati civici.

La più giovane, appena trentenne, ad aspirare alla poltrona di sindaco è Valentina Peruzzo, commerciante e madre di un bimbo di 8 anni, sostenuta dal Movimento 5 Stelle. Potrebbe essere proprio lei a rompere gli equilibri: i grillini, infatti, sono un’incognita, corrono per la prima volta alle comunali, ma alle ultime europee avevano ottenuto oltre il 21% dei consensi.

Tanti i nodi che dovrà sciogliere il primo cittadino: le troppe attività commerciali storiche che hanno chiuso in tempo di crisi, una pressione fiscale considerata troppo alta, una migliore organizzazione del turismo, la scarsità di posti di lavoro, la lenta agonia delle attività culturali. Il rischio è che Dolo si trasformi in un paese fantasma.

Chiara Semenzato

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