La politica piace, ma solo a chi la fa

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Amministrative 2015: centinaia i candidati
Il 31 maggio si vota per le elezioni regionali e in molti comuni anche in Veneto
La campagna elettorale è entrata nel vivo, ma per i cittadini è difficile districarsi

EditorialeElezioni2Cartelloni stradali giganteschi. Facce che sorridono rassicuranti dagli autobus in transito, dai cestini delle immondizie, da alcuni edifici dei centri trasformati in quartier generali. Gazebo qui e lì nelle piazze dei centri storici. Colori fluorescenti, su tutti quest’anno il fucsia. Volantini nella cara vecchia buca delle lettere. Ma anche - perché tutti ormai oggi sono al passo con i tempi - live twitting di ogni incontro pubblico e pagine personali di Facebook usate per la propaganda.

La campagna elettorale, insomma, è davvero entrata nel vivo. A guardare le pagine dei quotidiani il giorno dopo la chiusura ufficiale delle liste, però, proprio non si direbbe che ci sia tutta questa disaffezione alla politica. Anzi: la corsa per entrare in questo o quel consiglio comunale si arricchisce di atleti. Centinaia di facce e di nomi, a testimoniare che la poltrona politica è ancora molto ambita. Non è chiaro se solo per senso civico e voglia di occuparsi del bene comune. E’ chiaro, invece, che un posto in lista non si nega a nessuno.

Qualche numero: alla faccia del bipolarismo, per guidare la Regione ai nastri di partenza si sono presentati in 6, 19 le liste, 1045 i candidati per 49 posti da consigliere. Per la poltrona di sindaco di Venezia i candidati sono addirittura 9, 24 le liste, 735 gli aspiranti consiglieri per appena 36 posti. Senza contare l’esercito di quelli che cercano un posto nelle Municipalità. A Dolo per diventare primi cittadini si sfidano in 7, a Castelfranco in 5 con 12 liste.

Schede di voto, insomma, anche per questa tornata, grandi come lenzuola. Cittadini ai seggi, nella scelta dell’ultimo minuto, spaesati davanti a decine di liste di nomi a cui non sanno dare una faccia. Non parliamo poi dei programmi, sconosciuti ai più. C’è chi si è dato da fare e ha messo a punto centinaia di pagine di idee e progetti. Anche se poi va avanti a colpi di slogan. C’è chi, invece, non si è nemmeno preso la briga di scrivere nero su bianco cosa farà. E si affida all’improvvisazione.

Di nuovo, social network a parte, in questa campagna elettorale c’è davvero poco. I temi sempre gli stessi - sanità, sicurezza, lavoro, degrado - quelli che colpiscono il cuore degli elettori. Le dichiarazioni si assomigliano un po’ tutte. Difficile, però, ad esempio, trovare qualcuno che ti spieghi come farà a realizzare tutti i progetti mirabolanti che ha in testa, dove troverà i soldi. Il rischio astensione è sempre dietro l’angolo e non è difficile capire perché.

Chiara Semenzato

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