Luigi Compiano, storie trevigiane di ordinaria cupidigia

Luigi Compiano, storie trevigiane di ordinaria cupidigia

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È dLUIGI COMPIANO FOTO DI REPERTORIOa mesi ormai che il nome di Luigi Compiano continua ad apparire nelle pagine di tutti i giornali, ma ora per lui i guai si fanno davvero seri. Dopo quasi un anno di indagini di recente è infatti arrivata la notizia che la Procura di Treviso ha contestato all’ex patron della North East Services anche l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Secondo l’accusa Compiano avrebbe tolto dalle casse del gruppo ben 36 milioni di euro.

Un’accusa pesantissima, che potrebbe costare a Compiano fino a dieci anni di reclusione, ma che non lo vede solo. Ben altre sei persone insieme a lui, infatti, sono accusate di bancarotta semplice. Sono altri membri del consiglio di amministrazione del gruppo che, secondo l’accusa, non potevano non accorgersi della sottrazione di denaro, ma che invece avrebbero chiuso un occhio. Non cambia invece la posizione degli altri due indagati del processo NES, il responsabile della sala conta del caveau di Silea, Massimo Schiavon, ed il tramite Gianluca Campagnaro. Entrambi restano indagati per appropriazione indebita. Ma c’è anche un altro nome “grosso” nell’ambito del processo NES, quello dell’ex questore Carmine Damiano , nel registro degli indagati con accusa di corruzione.

A lui vengono contestati due documenti: un contratto con il quale accettava l’incarico di consulente per NES, con numerosi benefit, anche se era ancora questore in carica, ed un altro documento con il quale sottoscriveva la regolarità di North East Services. Nei prossimi giorni dovrà decidere se farsi reinterrogare o presentare una nuova memoria difensiva. Ciò che resta, a prescindere da come si concluderà il processo, è l’amarezza di vedere che un vero e proprio impero come quello di NES, bacino di lavoro per così tante persone (489 dipendenti a livello nazionale, 149 solo nella provincia di Treviso), sia stato messo in crisi dall’ingordigia irrefrenabile di un singolo che non si è accontentato di essere “solo” ricco. Nel suo sogno di onnipotenza Luigi Compiano ha sperperato letteralmente un patrimonio per il solo piacere del possesso: 493 automobili, 163 moto, 58 barche, 155 biciclette ed una collezione di beni di ogni genere e tipo che ora, finiti all’asta, hanno perlomeno fatto felici decine e decine di appassionati. Magra consolazione. Del resto “Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità.” Parola del Mahatma Gandhi.

Lorenza Pilloni

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