Nasce la Medicina di Gruppo Integrata a Treviso

Nasce la Medicina di Gruppo Integrata a Treviso

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Come anticipato sulledizione odierna del nostro TG+, anche in provincia di Treviso sta finalmente partendo il servizio delle Medicine di Gruppo Integrate. Ieri, infatti, sono ufficialmente nate le sette aggregazioni di medici che, una volta completate le formalità burocratiche (questione di poche settimane), daranno i natali ad altrettanti ambulatori. Questi ultimi si connoteranno anzitutto per il generoso orario d’apertura: le unità multidisciplinari saranno accessibili per ben 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20. Le sette unità MGI si affiancano a quella già in funzione a Conegliano (unica nella Marca) e a quella in fase d’avviamento a Pieve di Soligo.

Il primo passaggio concreto nella creazione delle Medicine di Gruppo Integrate è la conversione delle attuali UTAP (Unità Territoriale Assistenza Primaria) di Ponzano Veneto e Motta di Livenza, cui si aggiungono gli altri cinque ambulatori multiprofessionali edificati ad hoc: Castelfranco Veneto (presso il centro “Medicina Più”), Crespano (“Alba Medica”), Montebelluna (“Studio Nova Medica”), Fontanelle e Mogliano Veneto.

Cosa comporta, per il cittadino, la Medicina di Gruppo Integrata?

Lo ha spiegato Bruno Di Daniel a La Tribuna, segretario dello SNAMI (il sindacato dei medici di base), tra i primi promotori della Medicina di Gruppo Integrata: “La differenza è nell'orario molto più ampio per avere prestazioni non differibili. Il referente principale resta sempre il proprio medico di famiglia, ma se il paziente ha bisogno di qualcosa, come una ricetta, la pillola del giorno dopo, o di una visita nel caso il medico ‘assegnato’ non sia disponibile, ci si potrà rivolgere alle medicine di gruppo integrate.”

All'interno dei nascituri ambulatori di Medicina di Gruppo Integrate si troveranno equipe composte da medici, pediatri, infermieri e componenti amministrative.

Il servizio servirà non solo a facilitare l’accesso per il cittadino a determinati servizi medici, ma anche a sgravare gli ospedali dall’attuale ingorgo di piccole prestazioni che non prevedono la necessità di passare per il Pronto Soccorso.

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