Quando la pubblicità diventa spam

Quando la pubblicità diventa spam

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Vademecum2Lo scorso mese era stata una parrucchiera a segnalare il problema alla nostra redazione: “Non ne posso più degli scocciatori telefonici. Sto in negozio un’intera giornata, ho le clienti sulla poltrona e devo interrompere il lavoro perché chiamano i call center. Ci lascino in pace”. Lamentele che si susseguono di continuo in ogni ambiente. E anche tra le mura domestiche è difficile sfuggire alla morsa dei call center. E’ proprio per questo che il Garante della protezione dei dati personali ha pubblicato il nuovo vademecum Viva i consigli, abbasso lo spam. Dal telefono al supermercato: il marketing a prova di privacy.

Lo scopo dell’iniziativa è duplice: fugare ogni dubbio dei consumatori su come esercitare i loro diritti e incitare le imprese a non trasformare una naturale relazione con il cliente in una vera e propria guerra dello spam. Troppe sono le telefonate sgradite da parte dei call center. Troppo fumosa la regolamentazione sul trattamento dei dati personali. Gli utenti che vogliono chiarimenti spesso non sanno nemmeno a chi rivolgersi. Il nuovo documento punta proprio sulla massima chiarezza e sulla facile reperibilità delle informazioni.Vademecum

Si scopre così che, ad esempio, per difendersi dalle chiamate insistenti, si può chiedere al gestore di rimuovere il proprio nome dagli elenchi telefonici oppure iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni, con un’utenza non più utilizzabile a fini promozionali. O anche che l’attività di "personal shopper", di "aiutante agli acquisti", deve essere condotta apertamente e con il consenso del consumatore.

Anche la pubblicità via internet viene approfondita. Il web può sembrare un universo confuso, ma non è privo di regole. Nel vademecum sono descritti il funzionamento e i meccanismi del marketing via mail o tramite social network e anche il concetto dei cookies e di come rifiutare, volendo, di essere “tracciati” come possibili clienti.

"Il rispetto del consumatore - sottolinea il Garante Antonello Soro - differenzia le imprese che vedono i propri clienti come semplice preda da quelle che scelgono di operare in modo trasparente, mettendo in risalto soprattutto la fiducia dei propri acquirenti".

Marco Mattiazzo

Vademecum, ecco come averlo

Il vademecum può essere chiesto in formato cartaceo al Garante per la protezione dei dati personali, via mail all’indirizzo ufficiostampa@garanteprivacy.it o scaricato in digitale dal sito dell'Autorità www.garanteprivacy.it.

Il documento è strutturato in forma di domanda/risposta e suddiviso in 8 capitoli:

  1. Privacy e marketing nell'impresa
  2. Libertà al consumatore: informativa e consenso
  3. Finalità e disponibilità: asso pigliatutto
  4. Le differenze tra i personal shopper e i disturbatori
  5. La ricerca del cliente e lo scambio dei dati
  6. Le promozioni al telefono
  7. Web e social network, liberi dallo spam
  8. Aiuto! a chi mi rivolgo?

Alla fine sono presenti i contatti e i riferimenti per chiunque volesse approfondire qualche aspetto.

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