RIORGANIZZAZIONE ULSS: VINCE MANILDO

RIORGANIZZAZIONE ULSS: VINCE MANILDO

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Che la Sanità rappresenti la più virtuosa ed efficiente tra le eccellenze regionali di ordine pubblico, è cosa nota e riconosciuta da tutti. Ma la pesante riorganizzazione dell'ULSS, votata ed approvata lo scorso autunno, negli ultimi mesi ha dato il là a non poche polemiche tra istituzioni regionali e sindaci dei vari Comuni. Bene, ora è ufficiale: a vincere è la linea di Giovanni Manildo, che aveva fortemente insistito affinché la V Commissione della Regione Veneto approvasse le tanto agognate linee guida per la predisposizione degli Atti Aziendali nelle nuove Ulss, ovvero la ridisposizione dei servizi all’interno delle aziende.

L’ipotesi licenziata inizialmente dalla giunta regionale prevedeva per la provincia di Treviso un’unità operativa complessa unica per servizi come le cure primarie, la disabilità e la non autosufficienza, la tutela minori e l’età evolutiva.

Dopo aver ascoltato i sindaci e il mondo del sociale in audizione la V Commissione ha optato per il ripristino dei servizi nelle 21 ex Ulss, contro la proposta iniziale che prevedeva strutture unità uniche nelle 9 nuove aziende. Verranno infatti ripristinate venti unità operative complesse in tutto il Veneto per le Cure Primarie, per l’Infanzia adolescenti famiglia e consultori, per la Disabilità e Non autosufficienza.

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Soddisfatto il Sindaco di Treviso Giovanni Manildo, che in questi mesi si è fatto portavoce di una battaglia a difesa del territorio che nel tempo si è dimostrata più che fondata.

«Quando ci è stato detto che l’ipotesi della giunta era quella di tagliare le unità operative e avere una struttura unica per 900.000 abitanti negli ambiti che garantiscono la maggior integrazione sociosanitaria abbiamo sentito come primi cittadini il dovere morale di alzare la voce, non per partito preso ma entrando nel merito - ha dichiarato il primo cittadino di Treviso - Ringrazio i sindaci del Distretto Sociosanitario con cui abbiamo iniziato un percorso di ascolto, studio degli atti e proposta. Ringrazio il mondo del volontariato, le realtà sociosanitarie e le professioni che ci hanno aiutato a condurre questa battaglia nel merito, anche attraverso un momento pubblico come quello di inizio giugno a Palazzo dei Trecento. Ringrazio tutti i colleghi delle conferenze dei sindaci, in particolare il presidente Paolo Speranzon, che ha interpretato con equilibrio, lealtà e competenza il suo ruolo. Il lavoro fatto dalle conferenze trevigiane è stato un lavoro eccellente, dove l’unica casacca indossata dai sindaci è stata quella della salute dei propri cittadini. Ora  le strutture previste inizialmente sono state triplicate dalla V Commissione e soprattutto è salvo il ruolo dei distretti sociosanitari. In questi anni - ha chiosato ancora Giovanni Manildo - con il piano sociosanitario, il Pdl n.23 oggi L.19, gli atti aziendali, abbiamo assistito troppe volte a proposte pericolose, faticosi lavori di ricucitura e le conquiste mai pienamente realizzate o addirittura rimesse in discussione con gli atti successivi. Continueremo a vigilare per non disperdere uno degli elementi di forza del modello veneto che è l’integrazione sociosanitaria».

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