Il ritorno della “borea” in Veneto, antico sport popolare

Il ritorno della “borea” in Veneto, antico sport popolare

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Siamo al quarto torneo amatoriale di borea, specialità “baea e son” aperta a tutti coloro che vorranno provare questo sport di estrazione popolare ormai quasi scomparso ed estinto.

Grazie a Nicoletta Trentin, la titolare del locale sito alle Crosette a San Bartolomeo di Breda di Piave è possibile rivivere l’attività sportiva che qualche anno fa caratterizzava il dopo pranzo delle osterie di campagna, in alternativa al più classico gioco delle bocce.

I contadini, dopo una mattinata dedicata al lavoro, si ritrovavano in osteria per il consueto pranzo per poi concludere la pausa con una bella partita di borea, che metteva molto spesso in palio più di qualche bicchiere di buon vino della zona.

In dotazione ai giocatori c’era a disposizione una boccia di legno che avrebbe dovuto abbattere, per vincere, dei birilli chiamati “soni” gettando il peso con un movimento molto simile a quello delle bocce per una distanza totale di circa trenta metri.

I birilli sono in fila ed a seconda di quanti ne vengono abbattuti si può fare “Gambarel” (due birilli caduti) o “San Martin” (tre birilli colpiti).

Nel 2015 la manifestazione ha visto scontrarsi 42 giocatori dei quali due donne, raccogliendo adesioni da 20 paesi, tra i quali il più lontano quello di Loreggia.

Matteo Venturini

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