Se l’Expo milanese parla anche Veneto

Se l’Expo milanese parla anche Veneto

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PadiglioneItalia1La vetrina è davvero di quelle d’eccezione: tante le imprese del Nord Est, soprattutto medie e piccole, che brilleranno all’Expo di Milano, inaugurato in pompa magna il primo maggio scorso dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e che già sta facendo il pieno di visitatori, 200mila, pare, solo il primo giorno.

Aziende trivenete, dunque, protagoniste, a vario titolo: da quelle che hanno realizzato i padiglioni milanesi in una vera e propria lotta contro il tempo a quelle che presenteranno i loro prodotti negli stand.

Se, dunque, l’aera espositiva di Rho è arrivata preparata ai nastri di partenza, parte del merito va anche alle imprese di casa nostra. Molti gli spazi costruiti dalla padovana Mantovani: dalla piastra principale al teatro all’aperto, alle fondamenta di Palazzo Italia, all’albero della vita, simbolo di Expo. E poi le forniture: le pavimentazioni della trevigiana Penta Service di Riese Pio X, le pietre di scolo della Esse Enne Prefabbricati di Campodarsego, le palancole della Locopal di Campagna Lupia, i pannelli termici della Isosystem di Ponte di Piave, le finiture della Progress Profiles di Casella d’Asolo.

A farla da padrone le tante eccellenze del territorio in mostra tra gli stand. Ci sono firme famose: la padovana Marcato, ad esempio, che a Campodarsego produce macchine e accessori per la pasta fresca e i prodotti da forno e che punta molto sull’export. O, per restare in zona, la Roncato, l’azienda a conduzione familiare che dagli anni Quaranta fa viaggiare valige e borse in tutto il mondo ed è presente in 52 paesi.PadiglioneItalia2

Ci sono le calzature pregiate della Riviera del Brenta che affrontano con successo il mercato mondiale - tra i fan la first lady americana Michelle Obama - proponendo scarpe di qualità, di moda, all’avanguardia e prodotte in modo artigianale. E ci sono i vetri di Murano della Signoretto che produce sontuosi lampadari in stile Settecento veneziano combinando cura nel design, alta qualità dei materiali, originalità e scelte cromatiche raffinate.

E, se a Milano sono protagonisti il cibo e la nutrizione, allora non potevano mancare il buon latte veneto e il prosecco. Tra gli stand spunta allora la latteria bellunese Lattebusche, attiva ormai da 60 anni con fatturati di tutto rispetto e un ottimo 20% di produzione esportata. O la Montello di Giavera, che coniuga una tradizione di quasi 70 anni con le tecnologie e i processi produttivi più all’avanguardia. O, infine, il Prosecco Bisol, famiglia di viticoltori di Valdobbiadene, presente sul territorio da oltre 5 secoli e che ha raggiunto paesi come l’India, la Russia e i Caraibi. E poi ancora l’acqua minerale San Benedetto di Scorzè, il caffè Hausbrandt di Nervesa della Battaglia, le marmellate Rigoni di Asiago, il consorzio Piave Dop di Busche di Cesiomaggiore. Tutte insieme per far brillare il Veneto. Un Veneto davvero da Expo.

Chiara Semenzato

Dai tornelli alla biodiversità: il genio veneto

Sono nati in Veneto anche i tornelli per la gestione e il controllo degli accessi dell’Expo milanese. Official partner del grande evento, infatti, è la trevigiana Came di Dosson di Casier, che per l’occasione ha studiato un modello di tornelli specifico per flussi elevati.

L’area dedicata alla biodiversità, invece, è stata progettata e realizzata - e non poteva essere altrimenti - grazie alla collaborazione con l’Università di Padova e l’Orto Botanico. Geox, Diadora e Zanussi Professional, gli sponsor tecnici direttamente dalla Marca mentre la regione Veneto ha un proprio spazio al Padiglione Italia.

Altre info: www.veneto.eu/expo

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