Treviso 2018: per candidare Caner serve un lavoro alla House of Cards

Treviso 2018: per candidare Caner serve un lavoro alla House of Cards

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Quando un paio di settimane fa, all'interno del Social TG+, abbiamo intervistato Federico Caner, l'Assessore Regionale al Turismo della Lega Nord, nelle stanze della politica locale ancora non serpeggiava il tam tam delle ultime ore: Caner candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali di Treviso 2018.

Un'idea emersa solo nei giorni scorsi, dopo la netta vittoria del forzista Fabio Chies a Conegliano. Il nuovo primo cittadino della "capitale" dell'alto trevigiano, eletto al primo (e unico) turno col 51,8% delle preferenze, ha infatti dimostrato quanto subito evidenziato dal segretario regionale della Lega Gianantonio Da Re: all'alleanza tra Forza Italia e Carroccio non è precluso alcun risultato. Perlomeno in Veneto, perlomeno nella Marca.

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Il leghista Caner è un profilo che piace molto a Forza Italia, nonché giocoforza al Carroccio. E' un nome capace di mettere d'accordo molti... Ma non tutti. Sembra infatti che alcuni mammasantissima leghisti non abbiano mai digerito il suo gran rifiuto del 2013, quando, per rispetto di Giancarlo Gentilini, si fece da parte rinunciando a sfidare Manildo in un testa-a-testa fra "giovani". I più smaliziati, in altre parole, ritengono che se Caner non avesse mandato l'ormai quasi 84enne Sceriffo "al macello" contro il nuovo che avanzava, accettando invece di correre in prima persona, l'amministrazione di Treviso non sarebbe mai stata consegnata nelle mani del centrosinistra.

Per fortuna del centrodestra, c'è ancora tempo per scegliere il profilo giusto e impostare la strategia elettorale. Al momento sembra difficile trovare un nome capace di mettere d'accordo veramente tutti: Federico Caner resta in pole position, ma i suoi fautori dovranno svolgere, all'interno del partito, un lavoro diplomatico degna di Frank Underwood (il grande "tessitore" di House of Cards, per chi non conoscesse la più amata serie TV di questi anni), per riuscire a trovare autentica unità d'intenti sul nome dell'assessore regionale. Quell'unità senza la quale il centrodestra non avrebbe certo grandi speranze di "riconquistare Treviso".

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