Villa Manfrin, la rivolta degli “alberi urlanti”

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La protesta dei trevigiani contro il previsto taglio degli alberi nel giardino di villa Margherita Manfrin si è fatta sentire forte e chiara ieri mattina. In cinquanta persone hanno partecipato alla visita collettiva organizzata da Italia Nostra di Treviso, dopo la costituzione del Comitato degli “Alberi urlanti” che chiede al sindaco Giovanni Manildo la sospensione dell’intervento che prevede abbattimenti di piante malate (circa il 35%) ed interventi di riconfigurazione con abbattimenti e ripiantumazioni.

La sorpresa

«Non mi aspettavo di vedere tante persone ieri mattina», spiega Romeo Scarpa, presidente di Italia Nostra, «in molti hanno fatto domande soprattutto per capire. C’era grande interesse e il comitato degli “Alberi urlanti” parteciperà al prossimo Consiglio comunale di giovedì. È chiaro che sulle piante che rischiano di cadere nessuno vuol mettere bocca. Ma ci sono altri alberi pregevoli che richiederebbero una maggiore attenzione». L’idea della visita guidata al “Progetto di recupero e valorizzazione del Parco di Villa Margherita-Manfrin” nasce per permettere la piena trasparenza e comprensione delle ragioni di tutti, amministrazione comunale e cittadini. Ai partecipanti è stata fornita anche copia della documentazione e Italia Nostra è stata a disposizione per dare le spiegazioni richieste. «È stata una buona occasione di partecipazione», aggiunge Scarpa, «mi auguro che l’amministrazione comunale voglia ascoltare con attenzione quanto ha da dire l’associazione per rivedere anche alcune parti del programma».

La piante

Sono infatti duecento le piante che verranno tagliate, 150 quelle che verranno reinserite; decine i metri di vialetti che verranno «completamente rifatti» non più con ghiaia semplice, ma con un materiale naturale capace di compattarsi e non muoversi più riducendo i costi di manutenzione e l’usura dei viali. Quaranta le specie di rose che verranno piantate nel grande roseto «didattico» previsto poco distante Villa Manfrin. E poi ci sono gli abbattimenti “da progetto”, quelli individuati da Comune e Sovrintendenza per valorizzare i due luoghi chiave di Villa Manfrin e Margherita, ovvero il Molinetto e la fontana. «Posso capire che alcune decisioni che abbiamo preso possano non essere condivise», aveva spiegato Paolo Pietrobon, direttore del lavori, «ma si doveva intervenire, ed ogni progetto impone delle scelte. Tutto comunque è stato attentamente valutato dalla Sovrintendenza». Nelle scorse settimane Italia Nostra aveva parlato di perizie che affermano che gli alberi sono sani, «per cui se si decide di abbatterli lo si fa per una scelta politica che dovrà essere spiegata agli elettori. Per questo dunque si prevede che giovedì prossimo il Consiglio comunale sarà particolarmente acceso. Il comitato “Alberi urlanti” ha tutta l’intenzione di incontrare almeno un rappresentante della giunta comunale per discutere di quanto accadrà a villa Margherita Manfrin. Da Ca’ Sugana sembrano comunque arrivare i primi segnali distensivi: pur convinti della bo0ntà del programma, ci sarebbe l’intenzione di organizzare al più presto un incontro per raccogliere lamentele e suggerimenti. E, nel caso, accogliere anche qualche proposta. 

Gian Nicola Pittalis

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