IL VINO E’ L’ORO NERO DEL VENETO. IL PROSECCO SEMPRE PIU’ LEADER

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Veneto Agricoltura da i numeri. E parla dell'andamento dei vari settori afferenti al mondo agricolo nella prima parte di stagione 2017. L'agricoltura veneta in particolare diventa sempre più forte nel settore delle uve, del vino e della vendemmia. Il vino traina il fatturato veneto (stabile a 5,7 mld), non va bene purtroppo il latte e la zootecnia. Ma nell'agricoltura in generale gli occupati sono in crescita del 16%.

È sempre il vino, e in primis il Prosecco in piena età dell’oro, a trainare dell’agricoltura veneta. Se il fatturato 2016 del settore primario ha mantenuto le posizioni a quota 5,7 miliardi di euro, con un incremento dello 0,3%, il merito va soprattutto alla vendemmia abbondante e al complessivo aumento dei prezzi delle uve (+5%). Perdono purtroppo terreno gli allevamenti, con prezzi in calo per gli avicoli e il latte, anche se quest’ultimo registra una ripresa nei primi mesi del 2017.

Dietro alla sostanziale stabilità del valore complessivo, per l’agricoltura la situazione è più complessa di quel che sembra, condizionata da una parte dal meteo e dall’altra dalle dinamiche di mercato ormai globali. Per Veneto Agricoltura continua il calo in valore assoluto, -1,3% con un totale di 64.108 aziende, mentre cresce di oltre il 16 per cento il numero degli occupati, a quota 72.627 addetti. A chiudere sono soprattutto le ditte individuali condotte da anziani mentre aumentano le società di persone e di capitali. Un segno di vitalità di un settore che sta evolvendo, anche dal punto di vista occupazionale.

L’aumento delle esportazioni, +7% per un valore complessivo di 6,3 miliardi di euro, contribuisce dimezzare il deficit della bilancia commerciale, pari a 215 milioni di euro. Anno dopo anno il divario fra import ed export continua a diminuire grazie alle vendite di vino, che da solo valgono oltre 2 miliardi di euro, anche in questo caso per merito del Prosecco, ma anche di pesce e altri prodotti. Scendendo nel dettaglio, anche nel 2016 il clima ha condizionato la produzione, specie di cereali e ortaggi.

Penalizzati il frumento duro e l’orzo, che hanno registrato performance inferiori agli standard, meglio invece il mais, la soia e la barbabietola da zucchero, che hanno avuto delle buone rese. Il mais però ha visto ridursi le superfici coltivate, scese a circa 170 mila ettari. Questo perché gli agricoltori si orientano su produzioni più redditizie. Crescono invece le coltivazioni orticole (+27 mila ettari) in particolare quelle all’aperto. Aumenta ovviamente la superficie destinata a vigneti, ormai sopra gli 87 mila ettari, in cui si producono 13 milioni di quintali d’uva. Prezzi bassi e stagnazione dei consumi invece per la zootecnia, con un calo per latte e carne bovina, mentre aumenta la carne suina che vede crescere l’export per i prosciutti e gli insaccati. La produzione in crescita di carne avicola sconta però il forte calo dei prezzi. Sul fronte della pesca all’aumento di flotta e imprese fa salire il fatturato ma la produzione continua a scendere. L’Osservatorio di Veneto Agricoltura guarda anche ai primi risultati del 2017: il calo dei prezzi è una criticità da non sottovalutare un po’ per tutti i comparti, fatta eccezione per il vino.

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