Violenza piaga del Veneto: il 34% delle donne è vittima di abusi

Violenza piaga del Veneto: il 34% delle donne è vittima di abusi

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Il 25 novembre si è celebrata la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", istituita nel 1999 per sensibilizzare la popolazione su un problema ancora tristemente attuale. E gli appuntamenti in provincia di Venezia per celebrare la ricorrenza non sono mancati, ed erano necessari in virtù dei 99 casi di donne uccise in Italia nel corso dei primi 11 mesi del 2015. Nella maggior parte dei casi i delitti avvengono in ambito familiare: sono infatti i mariti, ex mariti e conviventi gli autori dei femminicidi, che vedono il nordest tra le aree territoriali più colpite da questo fenomeno. Anci rivela, invece, sulla base di dati Istat, che il 31,5% delle donne italiane hanno subito almeno una volta nella vita violenze fisiche e sessuali. Ovvero una donna su tre.
A Venezia alle 18.30 all'auditorium Lippiello della Cipressina, è andato in scena lo spettacolo "Donne allo spechio", con la regia di Nicola Lamia. Sei donne hanno dato voce alla vita dolorosa di altrettante donne attraverso il racconto della quotidianità vissuta tra violenze fisiche, psicologiche e sessuali, maltrattamenti a cui spesso assistono i figli minori.
A San Michele al Tagliamento, nella sala consigliare della sede comunale sono state posizionate una sedia, una rosa rossa e diverse paia di scarpe rosse, per ricordare una quotidianità interrotta per sempre. L’iniziativa, dedicata alla sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza sulle donne, quest’anno è stata arricchita da un tavolo celebrativo con una piccola esposizione di libri sul tema. "È importante - ha commentato il consigliere comunale Annalisa Arduini - gettare le basi per una formazione culturale che permetta di comprendere l’entità del problema, ma soprattutto in grado di fornire gli strumenti per far fronte all’emergenza. Il Comune ha voluto celebrare la Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne partendo proprio dai libri, simbolo per eccellenza della conoscenza e della comprensione".
Jesolo quest’anno è stato un tappeto di colore rosso steso sulla scalinata d’ingresso del Municipio a simboleggiare il significato del 25 novembre. "Ci sono dei posti vuoti attorno a noi, - ha dichiarato l'assessore Daniela Donadello - vuoti ma occupati, destinati ad una donna che avrebbe potuto esserci ma non c’è più. Non uccisa in guerra, da una malattia, da un incidente, ma da un maschio violento, che fino ad un certo tempo è stato oggetto del suo amore, marito, compagno, fidanzato, amante. È una tragedia quotidiana - ha continuato - che riguarda tutti, gli uomini per primi: sono gli uomini, i maschi che uccidono le donne, perché incapaci di accettarne la libertà. Leggi migliori non saranno sufficienti, solo un profondo cambiamento culturale in grado di rimuovere pregiudizi e stereotipi di genere può prevenire, contenere e infine estirpare la violenza che colpisce le donne. Siamo tutti coinvolti e responsabili e in questa giornata siamo chiamati a non dimenticarlo, a distinguerci per le scelte che operiamo per combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, la assecondiamo".
A San Donà di Piave oltre 400 studenti hanno assistito al Teatro Astra allo spettacolo Pillole di Malamore, di e con Nicoletta Maragno, racconto di storie vere, vissute da donne testimoni di come la violenza abbia tante facce. Nella stessa giornata, in biblioteca civica, in collaborazione con Fidapa – Sez. San Donà, si è tenuto “Chiamarlo amore no! Voci di donne contro la violenza”, incontro con le scrittrici Manuela Piovesan e Claudia Vazzoler, con la partecipazione della presidente della commissione pari opportunità Serena Boldrin e di Katiuscia Specchio, vicepresidente della commissione pari opportunità e past-president Fidapa.
"Il fenomeno della violenza sulle donne - ha spiegato Maria Rosa Pavanello, presidente di Anci Veneto e sindaco di Mirano - è una piaga che logora la collettività e che è necessario contrastare con convinzione e fiducia. I dati Istat diffusi nel 2015, rivelano che il 31,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni residenti in Italia ha subìto violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della vita. Si tratta di quasi 7 milioni di donne (una su tre): un dato preoccupante! Proprio per questo, - ha specificato - Anci Veneto ritiene indispensabile consolidare una rete tra Comuni che s'impegnino in modo sinergico a realizzare e sostenere la diffusione capillare di sportelli antiviolenza. Solo lavorando in sinergia sarà possibile fornire una presenza e un servizio concreti e diffusi in modo omogeneo in tutto il territorio. Alcune realtà - ha poi concluso - sono già attive su questo fronte, ma è necessario incentivare questa buona pratica. Proprio per questo, Anci Veneto ha aperto un dialogo e un confronto con la sezione veneta dell'associazione nazionale D.i.Re., Donne in rete contro la violenza, per dare vita a un percorso di collaborazione fattivo che incentivi l'azione di rete.

Gian Nicola Pittalis

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