Veneto all’IJM di Cagliari. “Disoccupazione metà di quella Nazionale”

Veneto all’IJM di Cagliari. “Disoccupazione metà di quella Nazionale”

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133-2020 Donazzan a meeting su giovani e lavoro a Cagliari

“Con il minor indice di dispersione scolastica in Italia e un tasso di disoccupazione giovanile che è la metà di quello nazionale, il Veneto è tra le regioni che realizzano le migliori performances in materia di giovani e lavoro. Le ‘buone pratiche’ messe in atto in questi anni, esercitando a tutto tondo le prerogative assegnateci dal titolo quinto della Costituzione, dimostrano quanto sia importante radicare i modelli di formazione, di orientamento e i servizi per il lavoro nel contesto locale. Certo, potremmo fare di più e meglio, con maggiori spazi e condizioni di autonomia amministrativa”.

E’ quanto ha affermato l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan intervenendo nel palazzo dei Congressi di Cagliari all’International Meeting Job.

In confronto diretto con Mathieu Mori, segretario generale dell’Assemblea delle Regioni, Marina Calderone presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Gianni Rosas direttore Ilo, Gianmarco Verachi di Invitalia, Adelina Dos Rois capo unità DG Occupazione della Commissione Europea e Alessandra Zedda assessore al lavoro e alla formazione della regione sarda, l’assessore del Veneto ha illustrato le peculiarità delle politiche regionali per l’occupazione dei giovani.

“Il nostro modello si basa sull’ascolto strutturato del mondo del lavoro e dell’allineamento dell’offerta dell’istruzione e della formazione in un unico sistema educativo  – ha spiegato Donazzan – La capacità di avere risposto alle domande formative di giovani e ai fabbisogni occupazionali delle aziende con una rete di servizi per il lavoro, con progetti territoriali per l’orientamento e con strumenti come la formazione professionale e i percorsi degli  ITS Academy ha portato a risultati eccellenti“.

“Il Veneto – ha aggiunto – può portare le proprie ‘buone pratiche’ a beneficio della crescita di tutto il sistema nazionale che non a caso ha ritenuto di affidare alla competenza delle Regioni la prerogativa di organizzare il sistema della formazione e delle politiche del lavoro trovando una sintesi dinamica nella Commissione della Conferenza delle Regioni. Infatti è proprio la IX commissione della Conferenza delle Regioni che  spesso ha orientato, elaborato e ‘aggiustato’ le politiche nazionali quando queste non tengono conto delle strette connessioni con il territorio e con i tessuto locale del mercato del lavoro. E’ proprio l’esperienza di approfondimento, affinamento e a volte confronto dialettico che le regioni vivono nella Conferenza e nei rapporti con il governo a confermare che solo una buona dose di autonomia può garantire qualità e risultati alle politiche per la formazione e per il lavoro”.

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