Affitti Venezia, entrano in vigore nuove regole per i contratti a canone concordato. È stato presentato il nuovo Protocollo integrativo dell’Accordo territoriale per il Comune di Venezia, sottoscritto dalle associazioni della proprietà edilizia e dalle organizzazioni sindacali degli inquilini. Il documento aggiorna l’intesa del 2018 e introduce nuovi criteri per valutare gli immobili, con particolare attenzione a efficienza energetica, sicurezza, accessibilità e sostenibilità.
Alla presentazione ha partecipato anche l’assessore comunale alla Casa Ermelinda Damiano. Il Protocollo è entrato in vigore il 1° settembre e punta ad adeguare il sistema alle trasformazioni del patrimonio abitativo e alle esigenze di proprietari e inquilini.
Affitti Venezia, cosa cambia con il nuovo Protocollo
A sottoscrivere il nuovo accordo sono state Confedilizia, Uppi e Asppi per la proprietà edilizia. Sul fronte degli inquilini hanno invece firmato Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini.
Tra le principali novità compare un sistema più graduale di premialità collegato alle classi energetiche. Cambiano inoltre le caratteristiche qualitative prese in considerazione nella valutazione degli immobili.
Il Protocollo estende poi i contratti transitori a liberi professionisti e lavoratori autonomi. Allo stesso tempo attribuisce maggiore importanza alle dotazioni relative alla sicurezza, all’accessibilità, alla sostenibilità e alla mobilità elettrica.
L’obiettivo è rendere i criteri utilizzati per determinare i canoni concordati maggiormente aderenti alle condizioni effettive degli immobili.
Per seguire gli altri aggiornamenti relativi a Venezia, alla casa e ai provvedimenti amministrativi è possibile consultare le notizie dal territorio.
Canone concordato, cambiano le premialità degli immobili
Uno degli aspetti centrali riguarda proprio i criteri di premialità. Il nuovo Protocollo distingue gli interventi di riqualificazione energetica dell’intero edificio dai lavori effettuati all’interno del singolo appartamento.
Rientrano nella prima categoria anche gli interventi realizzati attraverso il Superbonus 110%. Di conseguenza, il miglioramento della classe energetica o la semplice sostituzione dei serramenti non equivalgono automaticamente a una ristrutturazione complessiva dell’abitazione.
La revisione introduce inoltre nuovi elementi migliorativi. Tra questi figurano sistemi alternativi all’impianto a gas, cucina a induzione, dispositivi antintrusione e antifurto.
Vengono considerati anche servoscala negli edifici senza ascensore, infrastrutture per ricaricare i veicoli elettrici e impianti fotovoltaici certificati.
I parametri intendono quindi fotografare meglio qualità, accessibilità ed efficienza dell’alloggio, considerando anche gli interventi capaci di incidere sui costi di gestione.
Affitti Venezia, Damiano: «Tema centrale come quello dell’abitare»
Secondo l’assessore alla Casa Ermelinda Damiano, la partecipazione del Comune alla presentazione testimonia l’attenzione dell’Amministrazione verso le politiche abitative.
«La presenza del Comune di Venezia testimonia l’attenzione dell’Amministrazione verso un tema centrale come quello dell’abitare e la volontà di continuare a lavorare insieme, attraverso un confronto costante con tutte le realtà coinvolte», ha dichiarato.
Damiano ha inoltre ringraziato associazioni e organizzazioni sindacali per il lavoro che ha portato alla nuova intesa.
«Trovare un punto di equilibrio tra esigenze diverse non è mai semplice, soprattutto quando si interviene su una questione così delicata e determinante per la qualità della vita di lavoratori, studenti e famiglie».
Il nuovo Protocollo si inserisce infatti in un quadro più ampio di politiche comunali dedicate alla casa.
Agenzia dell’Abitare, già 280 veneziani si sono rivolti al servizio
Tra gli strumenti messi in campo figura l’Agenzia dell’Abitare, nata nel 2025. Al servizio si sono già rivolti 280 veneziani.
L’Agenzia rappresenta un punto di riferimento per chi affronta un’emergenza abitativa o rischia uno sfratto. Inoltre, punta a facilitare l’incontro tra domanda e offerta nel mercato delle locazioni private.
Attualmente può contare su 64 posti letto distribuiti in 16 appartamenti. Queste soluzioni riguardano emergenze temporanee comprese tra tre e sei mesi. A esse si aggiungono altri 25 posti destinati alle necessità inferiori ai tre mesi.
Sul territorio sono attivi tre sportelli: uno nel centro storico e due in terraferma. Il loro compito è anche quello di orientare i cittadini tra bandi e opportunità disponibili nel settore pubblico e privato.
Social Housing, quanto costano i canoni a Venezia
Un altro capitolo riguarda il Social Housing. Il regolamento approvato nel 2024 ha fissato valori differenti in base alla zona del territorio comunale.
In terraferma il canone ammonta a 3,89 euro al metro quadrato al mese. Nel centro storico raggiunge invece 5,33 euro, mentre nelle isole il valore stabilito è di 4,66 euro al metro quadrato.
Dal 2025 è attiva anche la formula dell’autorestauro. Il sistema consente agli assegnatari di anticipare gli interventi necessari negli alloggi comunali e, successivamente, di scomputare la spesa sostenuta dal canone.
Il Comune punta in questo modo ad accelerare il recupero degli appartamenti e la loro disponibilità.
Sant’Erasmo, nuovo bando per nove alloggi
Il modello dell’autorestauro arriva ora anche a Sant’Erasmo. Il Comune ha annunciato la pubblicazione, il 2 settembre, di un nuovo bando relativo a nove alloggi.
L’iniziativa si rivolge in particolare alla fascia media della popolazione che non possiede i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica.
L’intervento punta contemporaneamente al recupero del patrimonio comunale e al rafforzamento della residenzialità sull’isola.
La programmazione prevede inoltre circa 200 alloggi destinati al Social Housing. A questi si aggiungeranno gli interventi inseriti nel Piano nazionale e nel Piano Casa regionale, con l’obiettivo di ampliare e differenziare l’offerta abitativa nel territorio comunale.
Affitti Venezia, resta la suddivisione in cinque zone
Il nuovo Protocollo non cancella l’impianto dell’Accordo territoriale del 2018. Resta infatti la suddivisione del territorio in cinque zone omogenee e tre subfasce.
Cambiano, però, alcuni parametri utilizzati per determinare i canoni. L’obiettivo è avvicinare maggiormente il calcolo alle caratteristiche attuali delle abitazioni e agli interventi realmente presenti negli immobili.
L’intesa resterà valida fino alla sottoscrizione di un eventuale nuovo accordo territoriale.
Il Comune intende inoltre promuovere la conoscenza delle nuove disposizioni. «Daremo la massima visibilità allo strumento e alle opportunità che mette a disposizione», ha concluso Damiano, sottolineando la necessità di fornire informazioni chiare ai cittadini.
Le nuove regole sugli affitti Venezia diventano quindi uno degli strumenti attraverso cui aggiornare il mercato del canone concordato, tenendo insieme esigenze dei proprietari, tutela degli inquilini e qualità degli immobili.















