Aggressione con acido a Scorzè, arrestato 22enne - Notizie Plus
Aggressione con acido a Scorzè, arrestato 22enne - Notizie Plus

Aggressione con acido a Scorzè, i Carabinieri della Compagnia di Mestre hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne macedone. Il giovane è ritenuto il presunto responsabile dell’attacco avvenuto il 26 giugno, quando una donna venne raggiunta da un liquido corrosivo riportando ustioni di secondo grado al volto, collo, torace e braccia. Gli investigatori stanno ora approfondendo un’ipotesi particolarmente inquietante: il 22enne potrebbe essere arrivato in Italia appositamente per compiere l’aggressione, dietro pagamento di un terzo soggetto.

La misura cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica. Il giovane è indagato per lesioni personali aggravate e deformazione permanente del viso aggravata.

Aggressione con acido a Scorzè, cosa accadde il 26 giugno

La vittima si era recata a trovare i genitori e aveva appena lasciato la propria automobile quando un giovane l’aveva raggiunta.

Dopo aver pronunciato alcune parole incomprensibili, l’aggressore le avrebbe scagliato contro una bottiglietta contenente liquido corrosivo, per poi fuggire a piedi.

La donna aveva riportato ustioni di secondo grado al volto, al collo, alla parte superiore del torace e alle braccia.

Da quel momento erano partite le indagini dei Carabinieri della Stazione di Scorzè e del Nucleo Operativo della Compagnia di Mestre.

Vestiti abbandonati durante la fuga: decisivo il lavoro del RIS

L’indagine sull’aggressione con acido a Scorzè si è sviluppata attraverso accertamenti tecnici, attività investigative tradizionali e analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.

Un ruolo importante è stato svolto anche dal RIS di Parma.

Il giorno successivo all’aggressione, nel giardino di un’abitazione poco distante dal luogo dell’attacco, erano stati ritrovati una maglietta e un berretto con visiera, entrambi neri, che sarebbero stati abbandonati durante la fuga.

Il RIS ha confrontato il profilo genetico dell’indagato con quello rinvenuto sugli indumenti, rilevando una compatibilità definita dagli investigatori «con un supporto statistico estremamente forte».

Ustioni sul corpo e nei sul viso tra gli elementi investigativi

A rafforzare il quadro indiziario hanno contribuito altri elementi.

Sul corpo del sospettato sono state infatti rilevate ferite e abrasioni compatibili, secondo gli accertamenti, con ustioni provocate dal contatto con una sostanza corrosiva.

Gli investigatori hanno inoltre individuato alcuni particolari nei tratti del viso, tra cui dei nei, che sarebbero chiaramente visibili anche nelle immagini acquisite durante le indagini.

Gli elementi raccolti hanno quindi portato all’individuazione del 22enne come presunto autore materiale dell’aggressione.

Il 22enne era ricercato anche in Macedonia del Nord

Dalle verifiche è emerso anche un altro particolare.

Secondo gli accertamenti, il giovane era stato localizzato in Italia per la prima e unica volta il 27 giugno 2026, cioè il giorno successivo all’aggressione.

In quell’occasione era stato arrestato alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dall’Autorità giudiziaria della Macedonia del Nord.

Il provvedimento era legato a due condanne per furto aggravato, per una pena complessiva di circa quattro anni di reclusione. Il 22enne era stato quindi condotto nella Casa Circondariale di Venezia.

Aggressione con acido a Scorzè, la pista dell’attacco su commissione

Rimane da chiarire il movente dell’aggressione con acido a Scorzè e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

La Procura sta approfondendo l’ipotesi che il 22enne possa essere arrivato in Italia proprio con l’obiettivo di compiere l’attacco, per poi lasciare il Paese.

L’aggressione potrebbe quindi essere stata commissionata da un terzo soggetto in cambio di denaro. Al momento, tuttavia, si tratta di un’ipotesi investigativa sulla quale sono ancora in corso approfondimenti.

A richiamare l’attenzione degli inquirenti sono anche i 3.500 euro in contanti trovati in possesso del giovane, di cui 3.400 costituiti da 34 banconote da 100 euro. Secondo quanto comunicato dalla Procura, il 22enne non aveva con sé un bancomat con il quale avrebbe potuto prelevare la somma.

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