La delusione per il gol subito all’89’, ma anche la consapevolezza di aver tenuto testa a una formazione più rodata. Lorenzo Brigati analizza così il 2-1 subito dal Treviso sul campo del Trento nella prima giornata del campionato di Serie C 2026-2027. Una partita nella quale i biancocelesti erano passati in vantaggio con Odogwu, prima di essere raggiunti da Maffei e beffati nel finale dalla spettacolare rovesciata di Molina.
Il difensore sottolinea soprattutto lo spirito mostrato dalla squadra di Edoardo Gorini, costruita in gran parte durante l’estate e chiamata ad adattarsi rapidamente alla nuova categoria. Allo stesso tempo, Brigati individua nella gestione del pallone uno degli aspetti sui quali lavorare maggiormente.
Per approfondire l’analisi della gara, su Notizie Plus è disponibile anche l’articolo completo su Trento-Treviso 2-1, con cronaca, tabellino e le dichiarazioni di Edoardo Gorini, nel quale il tecnico biancoceleste analizza il debutto in campionato e gli episodi che hanno deciso la sfida del Briamasco.
Brigati, prevale il rammarico per il risultato oppure la soddisfazione per la prestazione?
«Sicuramente prevale il rammarico. Cedere al novantesimo fa sempre male, soprattutto dopo aver giocato una partita difficile contro una squadra forte e preparata. Noi l’avevamo preparata così, aspettandoli nella nostra metà campo, cercando poi di essere aggressivi e di chiudere gli spazi. Abbiamo difeso tanto e sicuramente potevamo fare meglio nella fase di possesso».
Eravate anche riusciti a passare in vantaggio. Quanto pesa aver subito i due gol nei finali dei tempi?
«Nel primo tempo siamo riusciti ad andare in vantaggio, poi abbiamo subito il pareggio proprio verso la fine della frazione. Nel finale della partita è arrivata un’altra batosta. Rimane comunque la prestazione di umiltà che abbiamo fatto. Ci siamo sempre sacrificati tutti e abbiamo corso tanto. Ovviamente non portare a casa neanche un punto fa male».
Nel secondo tempo c’è stato un calo fisico oppure è cresciuto il Trento?
«Penso che nel secondo tempo siamo riusciti anche a ripartire qualche volta in più rispetto al primo. Sicuramente siamo all’inizio della stagione e un minimo di calo fisico può esserci, soprattutto nel finale di una partita. Però il secondo gol è nato da una grande giocata individuale, è stato un gran gol. Per questo penso che l’aspetto fisico c’entri relativamente».
La partita è diventata anche più fisica. Avete sofferto sotto questo aspetto?
«La nostra è una squadra nuova. Siamo rimasti solamente in tre rispetto all’anno scorso e per molti di noi questa è anche una categoria diversa. Loro, invece, sono una squadra formata già da qualche anno e questo sicuramente conta, soprattutto all’inizio della stagione».
Il Trento è sembrato avere automatismi già consolidati. Quanto ha inciso?
«Il Trento è stato bravo a giocare la sua partita. Noi avevamo preparato la gara cercando di aspettarli. Il nostro obiettivo era rischiare il meno possibile e poi provare a ripartire. Sicuramente ci è mancata un po’ di lucidità quando avevamo il pallone».
Brigati sottolinea come proprio la difficoltà nel mantenere il possesso abbia costretto il Treviso a spendere molte energie.
«Quando non riesci a tenere la palla devi sempre correre dietro agli avversari. Di conseguenza, magari, arrivi a un contrasto o a uno scontro fisico un po’ più stanco. È una cosa che può succedere, soprattutto in questo momento della stagione».
Cosa può imparare il Treviso da questa prima partita di campionato?
«Cercheremo insieme al mister di preparare ogni partita nella maniera migliore, come abbiamo cercato di fare per questa. Non sempre le gare vanno come si spera o come vengono preparate. Noi l’avevamo impostata in questa maniera e penso che quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto abbastanza bene, soprattutto nella fase difensiva».
Qual è allora l’aspetto principale sul quale bisogna lavorare?
«È mancata, lo ripeto, un po’ di lucidità con la palla. Riuscire a tenerla maggiormente ci avrebbe permesso di alleggerire la pressione dell’avversario. Alla lunga questa situazione, anche mentalmente, ci ha fatto spendere qualcosa in più».
Il difensore vede comunque una base importante dalla quale ripartire.
«Al di là dei gol subiti non abbiamo rischiato tantissimo e questo sicuramente rappresenta un punto importante per noi. Dobbiamo continuare a lavorare su questo, cercando di subire meno gol possibile. Poi lavoreremo anche sulla lucidità quando il pallone ce l’abbiamo noi».
Odogwu ha segnato ancora e vi ha dato una grande mano anche nel lavoro sporco. Che giudizio dai della sua partita?
«Sicuramente la sua è stata una prova positiva. Ci dà una grande mano, soprattutto a noi difensori quando siamo in difficoltà e dobbiamo uscire dalla pressione. Fisicamente ci aiuta tantissimo e ha segnato anche il gol del vantaggio. Rafa si mette completamente a disposizione della squadra e ci dà, e ci darà, sicuramente una mano enorme».
La prima occasione per cercare il riscatto arriverà già nella prossima giornata, quando i biancocelesti saranno chiamati ad affrontare il Lecco.
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