Cinque appuntamenti per attraversare idealmente il mondo attraverso la musica, mettendo insieme jazz, tradizioni popolari, sonorità mediterranee e balcaniche, strumenti antichi e sperimentazione. Dal 4 ottobre al 22 novembre torna al Centro Culturale Candiani di Mestre Candiani Groove, la rassegna realizzata con la direzione artistica di Veneto Jazz.
Il cartellone 2026 punta sulla contaminazione tra culture e linguaggi differenti. Sul palco arriveranno musicisti provenienti da diverse aree geografiche, dalla Catalogna al Mediterraneo, dal Medio Oriente al Sud America. Il filo conduttore sarà la capacità della musica di superare frontiere e classificazioni, costruendo un dialogo tra tradizione e contemporaneità.
Per conoscere gli altri appuntamenti culturali organizzati in città è possibile consultare notizieplus.it
Candiani Groove 2026, cinque appuntamenti dal 4 ottobre
Ad aprire Candiani Groove 2026, domenica 4 ottobre, sarà El Pony Pisador. La formazione catalana propone una musica fortemente legata alla dimensione collettiva e popolare, nella quale trovano spazio anche polifonie mediterranee e suggestioni balcaniche. Un concerto pensato per trasformarsi in una vera festa condivisa con il pubblico.
Una settimana più tardi, domenica 11 ottobre, musica e arte visiva si incontreranno in “Note di sabbia – Little Jazz Story”. Il progetto ripercorre la storia del jazz attraverso le composizioni di alcuni dei suoi protagonisti, mentre le mani di un’artista modellano la sabbia creando immagini in tempo reale.
Il programma completo delle iniziative ospitate nella struttura può essere consultato sul portale del Centro Culturale Candiani.
Dal Mediterraneo al Medio Oriente attraverso strumenti e tradizioni
Il terzo appuntamento, domenica 25 ottobre, porterà il pubblico tra Mediterraneo e Medio Oriente.
Sul palco si incontreranno la lira cretese di Stelios Petrakis, lo zarb persiano di Bijan Chemirani e il liuto di Efren Lopez. Tre musicisti e altrettante tradizioni che si intrecciano per costruire un linguaggio comune, nel quale le differenti origini degli strumenti diventano il punto di partenza per sperimentare nuove sonorità.
Il viaggio proseguirà domenica 8 novembre con il quartetto guidato da Mehmet Polat. Compositore e musicista, Polat ha sviluppato una personale ricerca intorno all’oud, antico strumento a corde della tradizione mediorientale, esplorandone nuove possibilità espressive.
Roger Corrêa chiude Candiani Groove il 22 novembre
L’ultimo appuntamento è fissato per domenica 22 novembre, quando al Centro Candiani arriverà Roger Corrêa.
La sua fisarmonica sarà al centro di un trio che mette in comunicazione le radici della musica sudamericana con il jazz, mantenendo riconoscibile l’identità musicale di partenza.
Cinque concerti molto diversi tra loro, dunque, ma costruiti attorno allo stesso principio: considerare la musica un linguaggio universale, attraverso il quale culture apparentemente lontane possono incontrarsi e contaminarsi.
Informazioni sulla programmazione culturale cittadina sono disponibili anche attraverso il portale istituzionale del Comune di Venezia.
Romor: «Il Candiani uno spazio vivo e aperto alla città»
A sottolineare il valore della rassegna è l’assessore alla Cultura del Comune di Venezia Paolo Romor.
«Il Centro Candiani si conferma anche quest’anno uno dei luoghi centrali della proposta culturale della nostra città. Con Candiani Groove proseguiamo un percorso che negli scorsi anni ha portato a Mestre artisti, musicisti e progetti capaci di raccontare la musica nelle sue tante forme».
Per Romor la rassegna rappresenta anche uno strumento attraverso il quale mettere in relazione pubblici e culture differenti:
«La cultura è anche questo: creare occasioni di incontro, curiosità e confronto, utilizzando la musica per avvicinare persone, culture e tradizioni diverse».
Un programma che, secondo l’assessore, conferma il ruolo assunto dal centro culturale mestrino: «uno spazio vivo, aperto alla città e capace di proporre una programmazione di qualità per pubblici diversi».
Candiani Groove 2026 accompagnerà così Mestre per quasi due mesi, dal 4 ottobre al 22 novembre, proponendo un itinerario musicale nel quale jazz e world music diventano strumenti per raccontare territori, identità e contaminazioni.















