Diga di Ciano del Montello, la lettera di Laura Puppato

Diga di Ciano del Montello, la lettera di Laura Puppato

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Puppato

Riceviamo e pubblichiamo dall'esponente democratica Laura Puppato il seguente testo in relazione alla questione della diga sul Piave a Crocetta del Montello:

"Leggo il comunicato di Bottacin assessore regionale all’ambiente relativamente alla diga di Ciano ( più che cassa di espansione vista la dimensione, il costo e le mura in cemento previste dovremo chiamarla così..). Non finisco di stupirmi della sua “astuzia” nel cambiare le carte in tavola  e contraddirsi con impassibile faccia tosta.....

Inizialmente infatti, tutte le responsabilità erano accollate al Ministero dell’ambiente, quasi che quel progetto non fosse originato e voluto dalla Regione che ne ha disegnato dimensioni e valore, insomma pareva inizialmente vittima anche la Regione di uno Stato così...centralista seppur magnanimo, visto che per il solo progetto esecutivo lo Stato ha stanziato 1.630.000€ mentre l’opera sappiamo costerà l’enorme cifra di 55milioni di € di denaro pubblico..

Al punto che, l’assessore Bottacin, si dimostra magnanimo, non chiude la porta alle richieste della sua sindaca di Crocetta e si rende disponibile ad accogliere controvalutazioni e controproposte purché adeguate a risolvere il problema. Ed ecco che la sindaca Tormena si attiva a chiamare il CIRF ( centro italiano per la riqualificazione fluviale ) maggior esperto in fiumi, già consulente dei ministeri di Francia e Svizzera, per presentare le controdeduzioni per la metà di febbraio...

Ebbene si scopre ora, tutto finto, una sceneggiata...Bottacin è chiaro, chi si permetterà di fare obiezioni e controvalutazioni ha in animo di “non fare” quindi, valendo solo il verbo “fare” associato ai “tanti schei” in una Regione che è già leader italiana per costi, corruzione e malaffare nelle grandi opere, vuol dire che forse lo stesso Ministero non ha più intenzione di finanziare la grande opera già prevista. Sono bastati a fargli fare retromarcia, la presenza di 3000 persone e qualche esponente politico del Pd  lungo il Piave...per evidenziare il suo vero pensiero.  È così, la dittatura leghista è così, non si cambia.

Deduco che tutta la messa in scena della “disponibilità” della Regione alla propria sindaca sia pura parvenza, ciò che vale è il diktat centralistico mai condiviso con la popolazione e le amministrazioni locali che, a riprova del livello democratico di Bottacin,  vede “complotti con lo Stato” in una normalissima volontà di “guardarci dentro” per comprendere quale la migliore soluzione e se sia corretta l’analisi fatta sull’asta e i rischi alluvioni del fiume la Piave.
Insomma guai a chi si permette di analizzare la coerenza e qualità delle opere contro il dissesto idraulico -  anche se le paga lo Stato -  l’unico che vuole avere voce in capitolo a sfregio delle sue amministrazioni e dei cittadini innamorati della bellezza del nostro paesaggio, è la Regione. 

Ecco, la dico così: “se lo scordi assessore di fare il bello e il cattivo tempo secretando atti e documenti, la fretta è dimostrato, è pessima consigliera, vedi Pedemontana: 17 anni passati per assommare danni a danni quando con la legge obiettivo in 2 anni doveva essere pronta secondo il vostro governo..., un impatto di queste dimensioni in un’area di grande valore naturalistico va ben ponderata. Questo dice il buon senso e si immagini, persino la democrazia.”

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