Douglas B. Fay
Douglas B. Fay

E’ stato presentato oggi in web conference il Venezia Football club Mission statement. Il progetto è stato introdotto da Paolo Poggi, attuale responsabile dell’area tecnica arancioneroverde, nonché da Douglas B. Fay, un investitore nel Venezia FC. Si tratta di una dichiarazione di intenti che si basa su quattro capisaldi:

Eccellenza Sportiva ed Integrità

Rappresentare Venezia sul palcoscenico della Serie A, ponendo particolare attenzione sia allo sviluppo del movimento giovanile che all’osservanza di un comportamento corretto dentro e fuori dal campo, nel rispetto dei principi dell’integrità sportiva.

Preservare Venezia

Impegno, come rappresentanti di uno degli sport più popolari al mondo, nello svolgere il compito di ambasciatori della città di Venezia a livello globale, per:

– sostenere la salvaguardia di Venezia e del suo patrimonio culturale, tangibile e intangibile

– sostenere la conservazione dell’ambiente naturale di Venezia ponendo attenzione sia alle problematiche legate alla sua unicità che al cambiamento climatico globale

– promuovere un turismo sostenibile che sia in armonia con l’ambiente e la collettività di Venezia.

Responsabilità Sociale

Impegno a sostenere i valori etici e sociali del calcio affinché esso sia veicolo per il progresso culturale, fonte di inclusione ed armonia all’interno della comunità, e di uguaglianza e giustizia all’interno della società.

Crescita della Comunità

Impegno nel dare il nostro contributo per la coesione sociale e la qualità della vita nel territorio veneziano, sostenendo nello specifico l’educazione, la salute ed il benessere dei giovani.

Il primo a prendere la parola è stato proprio Douglas Fay:  “Come gruppo e come famiglia vogliamo condividere con tutti voi e con i tifosi anche al di fuori dell’Italia gli obiettivi che ci poniamo come gruppo, e che vogliamo realizzare attraverso il club che abbiamo. I giocatori, a loro volta, hanno una mission aziendale che è stata condivisa con loro, ma teniamo particolarmente come club che gli obiettivi vengano condivisi con l’esterno e con chi è al di fuori del rettangolo verde. Vogliamo che gli stessi siano condivisi con tutti”.
come mai il Venezia FC ha deciso di esternare questo progetto proprio ora, in questo preciso momento storico?
“Quello che comunichiamo oggi è qualcosa che avevamo dentro già da tempo, ma crediamo che sia giunto il momento per il club di fare un ulteriore passo in avanti, portando il brand ad alti livelli di conoscibilità e di risalto a livello internazionale. Ci siamo dati una serie di step per un percorso da fare insieme, sia sul campo che fuori dal campo. Ci piacerebbe che il Venezia Fc inizi ad essere conosciuto anche al di fuori dei confini italiani”.
Ma in quali stati è riconoscibile, oggi, il brand Venezia FC?
“Sicuramente il Venezia FC oggi è riconoscibile soprattutto negli Stati Uniti e in Asia, grazie al lavoro internazionale svolto da Paolo Poggi. Vogliamo espandere il nostro brand anche in altre nazioni. Con l’arrivo di 6 giocatori stranieri ci viene permesso di avere un seguito di tifosi anche nel Paese d’origine dei giocatori stessi. Io, come altri degli attuali investitori del club, eravamo già coinvolti da 4-5 anni nel progetto. C’è stata una ristrutturazione all’interno della società e un cambio di ruolo. Ho scelto questo progetto perché amo il calcio e sono appassionato di sport. Vedo in questa città e in questo club qualcosa che può portare lontano e che può dare anche un ritorno economico nel medio – lungo termine. Ci sono tutte le componenti per far bene e ottenere risultati importanti a livello sportivo e di riconoscibilità del brand nel mondo. La Serie A è l’obiettivo di tutti i club professionistici italiani, rimanerci è lo step successivo”.
Quale potrà essere alla luce di questo il ruolo nuovo di Paolo Poggi?
“Grazie al lavoro fatto da Paolo Poggi e Mattia Collauto stiamo costruendo una squadra forte che diventerà sempre più importante nel corso degli anni. Vediamo questo progetto come di medio lungo termine, tenendo conto della sostenibilità economica dello stesso, penso che ci toglieremo tante soddisfazioni in futuro”.
Ma Lei, all’interno del club, quale collocazione ha?
“Non ho un ruolo ufficiale nel club, l’unica persona che ricopre una carica istituzionale è Niederauer, scelto da tutti noi per le sue capacità come uomo d’affari e di business. A seconda di quelle che sono le nostre competenze ognuno di noi dà il suo contributo. Siamo tutti coinvolti nelle scelte di giocatori e nella strategia del club”.
C’è anche un ritorno tra le fila societarie del sodalizio lagunare.
“Ted Philipakos è già stato nel club in passato, gli è stato riconosciuto un ruolo importante nello sviluppo del brand Venezia a livello internazionale. Sul discorso stadio non ho particolari commenti da fare, non è stato inserito nel nostro mission statement non perché non lo ritenga importante ma perché non ritenevo fondamentale inserirlo in questo contesto. Ai nostri giocatori cerchiamo di dare le condizioni ottimali per svolgere al meglio il proprio lavoro. Al di là delle azioni specifiche a livello di marketing, vogliamo essere sempre più riconoscibili a livello globale come è accaduto anche al Manchester United. Vogliamo diventare ambasciatori nel mondo, non solo del club e del calcio, ma anche della città nel suo complesso”

Su Douglas B. Fay: È nato a Boston, Massachusetts, negli Stati Uniti e si è laureato alla Bucknell University negli Stati Uniti e all’Università di Heidelburg in Germania. È Presidente e CEO di Globex International Group ed è un investitore in numerose altre iniziative imprenditoriali, tra cui la squadra di calcio Charleston Battery nel campionato USL, la seconda divisione americana. È sposato, ha tre figli e due nipoti. Parla inglese, francese e tedesco. Le sue passioni sportive includono il calcio, le corse di cavalli purosangue e la Formula Uno.