“Gas serra e stupidità umana”: le riflessioni di Laura Puppato

“Gas serra e stupidità umana”: le riflessioni di Laura Puppato

panevin

Riceviamo e pubblichiamo dall’esponente democratica Laura Puppato il seguente testo.

 

Continuo a non comprendere a quali livelli di cecità e sordità siamo arrivati… e come si voglia continuare a giustificare con un’alzata di spalle la necessità di perpetuare una presunta tradizione – quella dei panevin che tale peraltro non è – pur di non prendere come Regione provvedimenti indispensabili alla salute pubblica. 

 

Per prima cosa se vi è un emergenza polveri sottili e gas serra nell’aria, non è salubre aumentarne a dismisura la quantità, giustificando che la maggior responsabilità di questa pessima aria che respiriamo non è tutta dei falò dell’epifania. Un po’ come se invece che curare una persona infortunata ci accanissimo sulle sue ferite, affermando che tanto pre-esistevano…attendendoci pure un silente assenso alla malefatta! Non è salubre mentalmente parlando, ragionare così. 
In secondo luogo stiamo assistendo, indifferenti, ad una crisi climatica senza precedenti, che vede la qualità dell’unica aria che possiamo respirare passare in un solo secolo, da 270 ppm (parti per milione) di gas serra e polveri sottili a 407,8 dato mai raggiunto in 3 milioni di anni, che da solo e mai smentito neppure dai negazionismi della crisi, dovrebbe far riflettere. Anche perché il limite oltre il quale si ritiene risulti complicata la vita sulla terra non è così lontano.. 
Dunque in una Regione Veneto in cui risultano completamente assenti le politiche ambientali si ritiene di non intervenire pur in condizioni di già pessima qualità dell’aria, perché tanto un po’ di polveri e gas serra in più non sposta di troppo il limite della follia; in effetto irresponsabili siamo e tali restiamo con buona pace di finte tradizioni da perpetuare a prescindere dal contesto..
Già perché anche su questa tradizione dei falò. ci sarebbe qualcosa da dire. 
I falò infatti avevano un loro senso compiuto quando in epoca contadina si utilizzava il fuoco dell’epifania per eliminare i resti del lavoro dei campi, comprese potature e tralci di vite…ma era l’epoca in cui non si utilizzavano 10kg per ettaro di prodotti fitosanitari (oltre il doppio della media nazionale che si fissa a 4,6kg x ettaro -dati Ispra-) e non si sprecava un solo pezzo di legno. Dunque quei falò erano piccoli, limitati e soprattutto utili. 
Ma chissà a chi davvero interessa tutto questo, visto che a sentire le frasi fatte o sfatte del governatore Zaia e pure del sindaco di Arcade: ”…chi non ama una tradizione così importante…può pure andarsene dal Veneto”. Oppure l’altra ancor più incredibile per cui se la classe medica denuncia la gravità di quanto accade, basta aver visto qualche medico ai panevin per considerare chiusa la denuncia…
E capirai caro Zaia che battute infelici, visto il blocco auto deciso il giorno dopo per non morire stroncati dalla nostra stessa stupidità.  Mentre il mondo e il Veneto non da meno essendo in zona rossa per cattiva qualità dell’aria, vede siccità prolungate (caso Australia), ondate di calore, piogge troppo intense, malattie respiratorie in forte crescita soprattutto nei bambini, con sofferenze e disagi, pesantissimi danni economici e onerosi costi sociali.
Continuiamo così e soprattutto non facciamo nulla per cambiare. Tanto una colpa si scarica sempre su qualcun altro…e il principio di realtà si scansa, alla fine,come la peste. 
Laura Puppato 

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