I Poliziotti del Commissariato di Mestre arrestano un 40enne per atti persecutori

Atti persecutori protratti nel tempo, minacce di morte, continui appostamenti e persino l’incendio del garage della vittima. Sono le accuse che hanno portato la Polizia di Stato di Venezia a eseguire, nei giorni scorsi, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne veneziano, indagato per stalking ai danni di un familiare.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari al termine dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre.

Atti persecutori tra minacce di persona e sui social network, e pure appostamenti 

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l’uomo avrebbe perseguitato per lungo tempo una persona con la quale era legato da un lontano vincolo di parentela.

Le condotte contestate comprenderebbero continui appostamenti, insulti e ripetute minacce di morte, formulate sia di persona sia attraverso i social network.

Gli investigatori contestano inoltre al quarantenne di aver provocato l’incendio del garage di proprietà della vittima, episodio che avrebbe contribuito ad aumentare il clima di paura vissuto dal familiare.

La vittima costretta a cambiare le proprie abitudini

Le presunte condotte persecutorie avrebbero avuto un impatto significativo sulla vita quotidiana della persona offesa.

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, la vittima avrebbe modificato radicalmente le proprie abitudini per timore di incontrare l’indagato, arrivando a nascondere l’automobile e a dormire fuori casa per proteggere sé stessa e i propri familiari.

L’attività investigativa avrebbe inoltre consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto grave nei confronti del quarantenne.

Atti persecutori: il profilo dell’indagato e la misura cautelare

L’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia ha consentito agli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre di ricostruire un quadro indiziario ritenuto grave nei confronti del quarantenne.

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, gli accertamenti avrebbero fatto emergere anche un profilo di particolare pericolosità sociale dell’uomo.

L’indagato risulta infatti gravato da numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, tra cui furto e ricettazione, oltre che per resistenza e minaccia. Inoltre era già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale della durata di tre anni, disposta dall’Autorità Giudiziaria su proposta del Questore di Venezia e caratterizzata da specifiche prescrizioni e limitazioni comportamentali.

Custodia cautelare in carcere

Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti del quarantenne la misura della custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre nei giorni scorsi.

L’operazione rappresenta il risultato dell’attività investigativa svolta dalla Polizia di Stato per contrastare i reati riconducibili agli atti persecutori, una fattispecie che può avere conseguenze particolarmente gravi sulla vita delle vittime, costrette spesso a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane per timore di nuove condotte intimidatorie.

Il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato sarà accertata esclusivamente con una sentenza irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

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Per approfondire il fenomeno degli atti persecutori e le attività della Polizia di Stato è possibile consultare il sito ufficiale: https://www.poliziadistato.it/.