Arpav qualità dell'aria microinquinanti Porto Marghera

L’incendio al Porto di Marghera torna al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione degli ultimi risultati delle analisi effettuate da Arpav sulla qualità dell’aria. I controlli, avviati in seguito al rogo sviluppatosi nell’area della ditta Multiservice a Porto Marghera, confermano che l’evento ha determinato un temporaneo aumento di alcuni microinquinanti organici, ma gli ultimi campionamenti certificano il completo ritorno ai livelli ordinari.

Incendio Porto Marghera: cosa hanno rilevato le analisi Arpav

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto ha concluso oggi il monitoraggio dedicato ai microinquinanti organici presenti nell’aria. Le verifiche si aggiungono ai campionamenti sui composti organici volatili, i cui risultati erano stati diffusi il 1° agosto.

I due ulteriori campionamenti sono stati eseguiti nella sede Arpav di via Lissa, a Mestre. La zona era stata individuata come una delle più esposte alla ricaduta del pennacchio di fumo sviluppatosi durante l’incendio, anche in considerazione delle condizioni meteorologiche e della presenza di un intenso odore di bruciato.

Il primo prelievo è stato effettuato nella serata del 31 luglio alle ore 22, mentre il secondo è stato realizzato il 4 agosto, quando l’emergenza era ormai completamente conclusa.

Le analisi hanno riguardato idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine, furani e policlorobifenili (PCB), sostanze che vengono monitorate in occasione di incendi di particolare rilevanza.

I valori registrati il 31 luglio

I risultati del primo campionamento hanno evidenziato concentrazioni misurabili di tutti i principali microinquinanti ricercati.

Per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici, il valore del benzo(a)pirene ha raggiunto 4,5 ng/m³. Secondo Arpav, si tratta di una concentrazione superiore ai livelli normalmente osservati durante il periodo estivo e paragonabile alle medie registrate nei mesi invernali.

Anche diossine, furani e policlorobifenili hanno mostrato concentrazioni più elevate rispetto ai valori normalmente rilevati nelle aree urbane in assenza di eventi eccezionali. L’Agenzia precisa che questi dati risultano rappresentativi di un incendio di grandi dimensioni come quello verificatosi nell’area della ditta Multiservice.

Incendio Porto Marghera: il campionamento del 4 agosto conferma il ritorno alla normalità

La situazione è risultata completamente diversa nel secondo campionamento effettuato il 4 agosto.

Tutti gli idrocarburi policiclici aromatici, le diossine e i furani sono risultati inferiori al limite di rilevabilità strumentale. I policlorobifenili, invece, hanno fatto registrare un valore residuale di 0,0017 pg/m³ WHO-TE, giudicato in linea con le normali condizioni di fondo urbano.

Di conseguenza, Arpav evidenzia che la qualità dell’aria è tornata ai livelli tipici dell’area, senza più effetti riconducibili all’incendio.

Cosa significano i risultati delle analisi

Le misurazioni dimostrano che l’aumento delle concentrazioni dei microinquinanti è stato limitato alla fase immediatamente successiva all’incendio.

Successivamente, il monitoraggio ha documentato il progressivo rientro dei valori fino al completo ripristino delle condizioni ordinarie della qualità dell’aria nella zona di Mestre interessata dalla ricaduta del pennacchio.

I dati pubblicati rappresentano quindi la conclusione dell’attività di controllo avviata dopo l’emergenza e confermano che l’incendio non ha prodotto più effetti rilevabili sulla qualità dell’aria secondo le ultime analisi eseguite da Arpav.

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Fonte istituzionale: https://www.arpav.it