La CGIL: ” Il trasporto pubblico a Venezia? Un disastro annunciato”

La CGIL: ” Il trasporto pubblico a Venezia? Un disastro annunciato”

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"Un disastro annunciato". Non usa mezzi termini Valter Novembrini, segretario generale Filt Cgil Venezia, nel definire il trasporto pubblico a Venezia. 
Di seguito le sue affermazioni:"Non è tutto oro quello che luccica. Ancora una volta, la decisione del Sindaco Brugnaro e della sua Amministrazione è tardiva e improvvisata. Una decisione che arriva dopo che per 3 mesi le organizzazioni Sindacali hanno fatto pressione a tutti i livelli per veder garantito il servizio di trasporto ai cittadini, un servizio che - ricordiamo – è stato tagliato con l’accetta in nome unicamente del bilancio. Per 3 mesi le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato l’inadeguatezza dei servizi
e delle scelte messe in campo dall’azienda e all’ amministrazione soggetti rimasti per lungo tempo sordi e muti di fronte alle richieste della città e dei lavoratori. Una situazione che si era trasformata in una polveriera pronta ad esplodere in una manifestazione che avrebbe visto uniti lavoratori e cittadini. Solo questo ha scosso il Sindaco al punto tale da fargli fare dietrofront annunciando il 26 maggio il rientro di tutti i lavoratori dalla cassa integrazione a partire dal 1 giugno. Una dichiarazione di circostanza che si è scontrata con la realtà: il rientro effettivo dalla cassa integrazione a partire dall’8 giugno. A nulla sono servite le contestazioni delle OOSS e della Rsu che esortavano l’azienda e l’amministrazione a mettere in servizio tutto il personale. Il risultato? Un disastro annunciato. Il ponte lungo si è trasformato da giornate di festa in una agonia per la città ed i lavoratori. Agli imbarcaderi si sono consumate scene di follia certo non degne di questa città con i lavoratori del servizio di trasporto lasciati soli a gestire il caos. L’attenzione al bilancio però non ha spinto l’azienda ad operare scelte strategiche sul versante degli introiti: le biglietterie di Vela e le sue lavoratrici e lavoratori hanno pagato pesantemente e più di tutti questa situazione con una riduzione iniziale del servizio del 90%. Non abbiamo timore di dire che soltanto grazie alla determinazione ed insistenza delle Organizzazioni Sindacali le biglietterie sono state riaperte ed hanno consentito di far introitare all’azienda, nei soli 4 giorni del ponte, più di 1 milione di euro e l’emissione di circa un migliaio di tessere imob. Un risultato immane che la tecnologia delle emettitrici automatiche - tanto apprezzate dall’azienda- può solo sognare. Ci auguriamo che questa esperienza serva da lezione all’azienda: in una città come la nostra, la tecnologia non può competere con il ruolo delle biglietterie e delle/dei sue/oi operatrici/tori".

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