La Giornata Mondiale del Teatro all’Autoditorium “Dina Orsi” di Conegliano.

La Giornata Mondiale del Teatro all’Autoditorium “Dina Orsi” di Conegliano.

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Domenica 25 marzo nella suggestiva cornice dell’Auditorium Dina Orsi di Conegliano per celebrare la Giornata Mondiale del Teatro, istituita a Parigi nel 1962 dall’International Theatre Institute dell’UNESCO, in occasione della quinta edizione del festival regionale UILT (Unione Italiana Libero Teatro) Veneto, si sono sfidate cinque compagnie teatrali del territorio a colpi di corti. Tra le compagnie in gara, è stato decretato il vincitore da due Giurie differenti: la Giuria Giovani e la Giuria Tecnica. 13 minuti era il tempo a disposizione per ogni compagnia per portare in scena il proprio spettacolo.

Canto, maschere, recitazione. Insomma, tutto il mondo del teatro è stato presentato sul palco dell’Auditorium al pubblico, in questa giornata emozionante che è stata curata in ogni minimo dettaglio dalle compagnie teatrali Castello Errante e Colonna Infame di Conegliano.

Alle 17 in punto viene proiettato il video presentazione della UILT in cui viene messo in luce l’importanza del teatro e di coltivare la propria passione fin da piccoli.

La prima compagnia è pronta a salire sul palco. Sono i Redivivi di Conegliano (http://www.antonellacaniato.it/). Diretti da Antonella Caniato, la Compagnia teatral è nata ufficialmente nel 2017 all’interno dell’Associazione culturale Le Ali dell’Infinito. Dopo una breve presentazione i Redivivi si cimentano con un estratto tratto dalla commedia L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde che fa parte del loro repertorio. Il testo ripulito da dettagli e riferimenti obsoleti è stato reso più contemporaneo. Equivoci e scambi di personalità sono alla base della commedia che vede protagonisti Jack, un giovane nobiluomo che per sfuggire alla tediosa vita della campagna in cui vive si rifugia nella mondanità londinese sotto il falso nome di Ernesto. Algernoon è il suo compagno di scorribande. Nei tredici minuti a disposizione della compagnia, vediamo aprirsi il sipario e sulla scena Jack, a casa dell’amico, che sta chiedendo la mano di Gwendolyn, cugina di Algernoon, di cui si è innamorato. Subito dopo avviene l’incontro con la madre della ragazza, Lady Augusta, ma l’incontro si rivelerà essere un vero disastro.

È il turno della compagnia Teatro che Pazzia! di Treviso (https://teatrochepazzia.weebly.com/), composta tutta da giovanissimi attori provenienti da diversi compagnie teatrali. Il corto scelto è un estratto dell’opera Don Camillo di G. Guareschi, in una chiave tutta nuova. Alla regia Marco Sartorello che interpreta anche, magistralmente, un Don Camillo arrabbiatissimo con il nuovo sindaco eletto, il cosiddetto Peppone. I rossi hanno vinto, ma Don Camillo non è intenzionato a rendere la vita facile al neo sindaco. Per fortuna c’è il Cristo dell’altar maggiore ad intervenire prima che combini troppi guai.

Schio Teatro 80 di Schio (http://www.schioteatro80.it/ST80/) è la terza compagnia a salire sul palco con il musical In a chorus line di J. Kirkwood Jr & N. Dante. La compagnia è la più antica istituzione teatrale della città di Schio e ha all’attivo 31 allestimenti, replicati in provincia e fuori regione. Al festival dei corti ha letteralmente commosso il pubblico, grazie all’intensa interpretazione di Luca Zazzera nei panni di Paul, alias Romar Ramirez. La vicenda si svolge in un teatro di Broadway a New York. Alcuni giovani ballerini stanno facendo i provini per un musical e il coreografo Zach sceglie solo alcuni ballerini ai quali chiede di raccontarsi. Zazzera entra in scena. Il suo personaggio, Paul, è solo con Zach e in quel momento riesce ad aprirsi raccontando al coreografo come ha deluso i suoi genitori dopo che lo avevano riconosciuto in uno spettacolo di travestiti.

Siamo quasi alla fine. Tocca alla compagnia teatrale Bretelle Lasche di Belluno (http://www.bretellelasche.it/) con The Show must go on, regia di Chiara Becchimanzi. Il gruppo teatrale inizia la sua attività nel 1981 e l’anno successivo debutta con la commedia brillante Come si rapina una banca.

The show must go on è l’ultimo lavoro della compagnia che definisce la commedia un inno al teatro. E quale occasione migliore della giornata dedicata al teatro per esibirla?

La trama: un impresario squattrinato tenta di mettere in scena l’opera teatrale Amleto di Shakespeare con un budget davvero irrisorio e una location che lascia a desiderare. Gli attori che seleziona sono altrettanto squinternati. Lo spettacolo che si propone è dentro ad uno spettacolo che è dentro un altro spettacolo, al punto che perfino il pubblico diventa parte dell’azione scenica.

L’ultima compagnia ad esibirsi è la storica compagnia La Gazza Ladra di Portogruaro che porta in scena La Commedia in barca, regia di Claudia Contin Arlecchino, la prima donna ad interpretare dal 1987 il ruolo maschile di una delle Maschere più famose ed amate della Commedia dell’Arte italiana. La Commedia in barca è un progetto di viaggio della compagnia di Comici Erranti Barcaioli. La compagnia si sposta sulle acque con una zattera, una cassa di legno contente tutti i loro attrezzi del mestiere, trainata di persona dal Capocomico Giullare al ritmo dei canti della Cortigiana Rizzolina, seguito da Pantalone Innamorato. Ad ogni porto e ad ogni tappa la Commedia in Barca si ferma, offre il proprio divertente repertorio di comici casi umani. Il pubblico che è automaticamente parte della scena non può fare a meno di ridere e rimanere affascinato dai colori, dalle maschere, da tutte le sensazioni che la Commedia dell’Arte regala.

Generalmente, ogni anno, nei teatri e nelle realtà culturali che sostengono e aderiscono all’iniziativa per celebrare la Giornata Mondiale del Teatro, viene affidato ad una personalità della Cultura Mondiale un messaggio intriso di riflessioni sul tema del Teatro e della Cultura della Pace che possa risuonare e diffondersi. Questo “messaggio internazionale” viene poi letto davanti agli spettatori in tutti i teatri del mondo. Quest’anno è anche il 70° anniversario dell’ITI (Organizzazione Mondiale per le Arti Performative), pertanto i messaggi sono cinque e di cinque personalità diverse, uno per ogni area geografica del mondo: Simon Mc Burney, attore, scrittore, regista e co-fondatore del Théâtre de Complicité  (Gran Bretagna – Europa), Sabina Berman, scrittrice, drammaturga e giornalista (Messico – Americhe), Were Were Liking, artista multidisciplinare (Costa d’Avorio – Africa), Ram Gopal Bajaj, regista teatrale, attore teatrale e cinematografico, accademico (India – Asia e Pacifico) e Maya Zbib, regista, attrice, scrittrice teatrale e co-fondatrice della Compagnia di Teatro Zoukak (Libano – Paesi Arabi).

Al Dina Orsi, dopo i corti, Damiano Bordignon, Sophia Zaccaron, Eddi Martellato, Christian Colombera e Roberto Gobbi hanno prestato la loro voce e letto i cinque messaggi al pubblico che ascoltava estasiato.

Denominatore comune dei testi è il senso profondo del teatro, il teatro come luogo di salvezza, connessione e unione. Un mondo quello del teatro che deve essere preservato. […] il nostro teatro più che mai, riunisce e impegna tutti gli umani, specialmente tutti coloro che condividono il pensiero, la parola e l’azione teatrale, ad avere maggiore rispetto per se stessi e per gli altri, […] (Were Were Liking).

Il teatro è riconosciuto come una forma d’arte per diseredati che noi tutti siamo, a causa di un mondo che è stato completamente smantellato (Simon Mc Burney), ma il teatro è inteso anche come unica forma vivente di rappresentazione che ci connette gli uni agli altri per la capacità umana di rappresentare l’Altro (Sabina Berman) e che ci consente nuovi modi di vedere il mondo e gli altri che rappresentiamo, permettendoci di aprire uno spazio per la riflessione comune in mezzo all’ignoranza e all’intolleranza (Maya Zbib). “Dobbiamo fare appello all’uomo della Terra di oggi per salvare il vero pianeta terra e, quindi, il teatro” (Ram Gopal Bajaj).

È possibile leggere integralmente i testi dei cinque “messaggi internazionali” al seguente link: https://itiitaliancentre.wordpress.com/.

A conclusione delle letture, vengono chiamati sul palco alcune istituzioni per i saluti di rito: Floriano Zambon per il Comune di Conegliano, Aristide Zillio per la Banca di Credito Cooperativo delle Prealpi, il presidente UILT Veneto Michele Teatin e Gianni Della Libera a nome delle compagnie teatrali Castello Errante e Colonna Infame.

Alle 19 la giornata si è conclusa con la premiazione dei corti migliori. Le due Giurie vengono chiamate sul palco ad enunciare i nomi delle compagnie teatrali vincitrici. La prima a parlare è quella composta dai giovani del corso di teatro dell’Isiss Francesco Da Collo di Conegliano (Rachele Battagion, Nicola Collu e Stefano Perinot) che premia la compagnia Bretelle Lasche con The Show must go on. La Giuria Giovani si esprime così intorno alle motivazioni della loro scelta: “sono riusciti a unire più arti in modo omogeneo e fluido, rendendo molto ordinato ciò che alle apparenze potrebbe sembrare un caos. Ciò che ci ha colpito, oltre alla prova recitativa, sono stati la grande attenzione al dettaglio, con una scenografia molto semplice ma efficace e un ottimo abbinamento dei costumi tra lo storico e l’anacronistico”. La Giuria Tecnica composta da Antonio Sartor, regista e attore della compagnia teatrale Tre Milioni di Conegliano, Antonio Sterpi, attore della Compagnia Colonna Infame e regista della Compagnia Piccola Ribalta di Civitanova Marche, Manlio Piva, docente presso l’Università degli studi di Padova, premia invece La Gazza Ladra con La Commedia in barca. Le motivazioni: ” I movimenti, l’uso delle voci, delle maschere e dello spazio scenico propri della commedia dell’arte sono stati gli ingredienti sapientemente dosati per la rappresentazione di una storia godibilissima con un principio ed una fine ben definiti.”

Il sipario non cala e i teatranti restano sul palco nella loro magnificenza.

E allora: “Lunga vita al teatro, la più antica delle arti. L’arte di essere nel presente; la più straordinaria delle arti. Lunga vita al teatro” (Sabina Berman).

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