Le telefonate da parte di operatori commerciali che offrono contratti di luce e gas e le visite dei venditori porta a porta non si fermano neppure durante le vacanze estive. Anzi. Nel mese di luglio e nei primi dieci giorni di agosto Adico sta seguendo in media un caso al giorno relativo a cittadini mestrini, per il 90% anziani, che chiedono assistenza dopo aver sottoscritto al telefono o dal vivo contratti di gas e luce (ma, in minor misura, anche della telefonia) “strappati” con modalità ritenute scorrette se non addirittura truffaldine. In generale, nel solo mese di luglio (e nei primi giorni di agosto) le problematiche relative a bollette e utenze sono in aumento di circa il 30% rispetto a quelle seguite nello stesso periodo del 2020. “I venditori di luce e gas sono scatenati in questo periodo – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – e trovano terreno fertile con le persone più anziane molte delle quali si ritrovano sole perché figli e nipoti sono in vacanza. Quando vengono da noi, ormai quotidianamente, sono disperate, si sentono fragili, non si danno pace e si giustificano con noi perché sono cadute nel tranello. Per loro queste situazioni rappresentano veri e propri drammi, proprio perché non sono abituati a questo settore selvaggio. Il timore è che nei prossimi mesi la gara ad accaparrarsi nuovi clienti si faccia sempre più spietata e le vittime di eventuali truffe saranno soprattutto gli anziani, il 90% dei quali allo stato attuale si trova nel mercato tutelato”.

In questa fase, sono soprattutto quattro le modalità con cui i venditori meno corretti tentano di raggirare il potenziale cliente, come denunciato più volte da Adico.

OFFERTE IN SCADENZA. Viene proposto un prezzo migliorativo in virtù di una scadenza contrattuale di cui il diretto interessato non sarebbe a conoscenza.

FATTURE ECCESSIVE. L’operatore dice al cliente che sta pagando troppo e che potrebbe risparmiare cifre considerevoli passando ad altro fornitore o cambiando il piano tariffario.

ERRORI DI FATTURAZIONE. Il finto operatore fa credere al cliente che, per un errore di fatturazione, questi abbia diritto a un rimborso. Con tale pretesto vengono richiesti i dati del contratto di cui solo l’utente e il suo fornitore sono a conoscenza.

PASSAGGIO AL MERCATO LIBERO. (modalità sempre più diffusa). Viene notificato o comunicato al cliente che la fine del mercato tutelato e imminente quando invece il termine è slittato ancora una volta e ora è fissato per il 2023. L’utente viene dunque invitato a scegliersi un fornitore sul mercato libero con il quale attivare un nuovo contratto.

“In tale contesto, conclude Garofolini, “ricordiamo che una volta firmato un contratto (al di fuori di un negozio) di cui ci si pente, non è il caso di disperarsi, quando ci si rende conto di aver sottoscritto un contratto proposto con modalità scorrette. Infatti c’è tempo 14 giorni per recedere.  Quando invece si è fuori dalle due settimane concesse dal codice del consumo per recedere da contratti firmati al di fuori dei locali commerciali, meglio rivolgersi subito ad associazioni come la nostra che possono fornire un’assistenza efficace e risolutiva”.