Mozione del gruppo di maggioranza “Viviponte”

 

Dopo lo scoppio del caso dei braccianti agricoli sfruttati e obbligati a vivere in condizioni disumane in un edificio fatiscente di Negrisia, il gruppo di maggioranza “Viviponte” esprime piena solidarietà ai 13 lavoratori vittime di schiavismo, sottolineando che l’Amministrazione Comunale si è subito attivata dopo le prime segnalazioni, supportando Forze dell’Ordine a Cgil a scoprire e denunciare i fatti. “Sempre dalla parte della legalità e contro lo sfruttamento, per il rispetto della dignità umana”.

Il gruppo di maggioranza “Viviponte”, che sostiene la giunta di Ponte di Piave guidata dal sindaco Paola Roma, ha presentato una mozione sul tema del caporalato nelle campagne trevigiane e sfruttamento abitativo.

Il caso è scoppiato il primo luglio scorso, con la denuncia pubblica da parte della Flai Cgil Veneto, di una situazione di sfruttamento di 13 braccianti agricoli di origine indiana utilizzati nelle campagne di Oderzo. Lavoratori operanti in condizioni di schiavismo, obbligati a lavorare 14 ore al giorno. Gli stessi tenuti alloggiati in condizioni disumane in un casolare fatiscente situato nella frazione di Negrisia di Ponte di Piave. Nello stesso edificio alloggiavano anche altri braccianti. Per arrivare alla denuncia di questa situazione di schiavismo, gli uffici del Comune di Ponte di Piave, in particolare la polizia locale e i servizi sociali, hanno dato un contributo importante, partecipando attivamente alle fasi di rilevamento dei fatti insieme a Forze dell’Ordine e sindacato, in particolare per far emergere l’utilizzo del casolare di Negrisia.

“Siamo e saremo sempre dalla parte delle legalità e della tutela della dignità umana, contro ogni forma di sfruttamento e schiavismo – spiega il capogruppo di ‘Viviponte’, Matteo Buso – purtroppo, il fenomeno del “caporalato”, peculiare del lavoro agricolo, riguarda anche il nostro territorio, seppure in termini sicuramente eccezionali. Ad esso si associano altre problematiche di illegalità attinenti al tema dell’alloggio e delle condizioni di libertà individuale, con particolare riguardo agli immigrati clandestini. È emersa, peraltro, una situazione di coinvolgimento anche di cittadini del territorio, il che dimostra la capacità di penetrazione dell’illegalità anche in ambiti storicamente connotati da “anticorpi” assolutamente efficaci rispetto a tali infiltrazioni, ponendo a rischio di “degradazione” i valori del rispetto delle regole che il nostro territorio ha incisi nel suo dna”.

Il documento prosegue impegnando l’amministrazione comunale ad assumere ogni iniziativa possibile, in collaborazione con le istituzioni e le forze sociali ed economiche del territorio, per contrastare questo grave fenomeno emerso “che non può in nessun modo rischiare di scalfire l’immagine di un territorio agricolo solidale e rispettoso qual è sempre stato il nostro. Piena solidarietà ai lavoratori vittime dello sfruttamento emerso dalle denunce e sincero apprezzamento per l’impegno della struttura sindacale che ha fatto venire a galla il fenomeno nel nostro territorio”.

“Siamo pronti a fare la nostra parte – commenta poi il vicesindaco e segretario della Lega di Ponte, Stefano Picco – il Ministero del Lavoro ha già annunciato l’assunzione di nuovi ispettori Inps e Inail, una prima risposta, ma come Amministrazione Comunale siamo pronti a essere vigili e supportare ogni iniziativa nel rispetto dei lavoratori e delle aziende”.