Premio Vincenzoni, ecco i vincitori Under35 del 2019

Premio Vincenzoni, ecco i vincitori Under35 del 2019

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Le due giurie delle sezioni soggetti cinematografici e musica da film – presiedute da Enrico Vanzina e Giuliano Taviani - hanno decretato i vincitori della quinta edizione del Premio Luciano Vincenzoni, intitolato alla memoria del celebre sceneggiatore e soggettista trevigiano, riservato agli autori under 35, con cui si vuole mettere in luce i giovani talenti della scrittura per il cinema italiano. L'Associazione Luciano Vincenzoni promuove e organizza il concorso con il patrocinio ed il supporto dell'Assessorato ai Beni Culturali e al Turismo del Comune di Treviso, oltre al patrocinio della Regione Veneto. L'impegnativo lavoro dei giurati ha portato all'assegnazione di menzioni speciali e di premi ex aequo, a fronte dell'alta qualità delle opere partecipanti alle tre sezioni tematiche.

Soggetti cinematografici, sezione A generale "a tema libero": su 111 lavori a concorso, il primo premio va a "Zazie torna in Africa" di Giovanni Grandoni di Cartoceto (PU), diplomato all’Accademia di Cinema Griffith nei corsi di regia, fotografia e sceneggiatura. Menzione speciale a "Il sistema linfatico", firmato da Stefania Scartezzini di Civizzano (TN) ed Eleonora Piazza di Roma.

Sezione B "Una storia Italiana", dedicata ad Alberto Sordi, interprete di film sceneggiati da Vincenzoni: tra i 24 soggetti attinenti al genere commedia, il primo premio viene attribuito a "La musica è finita" di Marco Marrapese di Calvi (BN), che lavora come sceneggiatore e aiuto regista per documentari e film destinati alla televisione (Un viaggio elettorale e Sui passi dell'amore per Rai Uno).

Sezione C Musica: il bando richiedeva la creazione di un brano musicale originale, composto per commentare la scena finale del film "La Grande Guerra" di Mario Monicelli, alla cui sceneggiatura partecipò anche Luciano Vincenzoni. Tra le 14 partiture e video a concorso, la giuria ha assegnato il primo premio ex aequo a Paolo di Rocco, di Teramo, ed a Enrico Dolcetto da Argenta (FE). Menzioni speciali a di Maria Chiara Casà di Bronte (CT) ed a Simone Blasioli di Scafa (PE).

Le motivazioni della giuria per la sezione soggetti

"Zazie torna in Africa" di Giovanni Grandoni. Il soggetto riprende e traspone il romanzo di Queneau non a Parigi, ma nella multietnica Roma di Torpignattara, dove vive la famiglia africana della protagonista. La loro abitazione è felicemente ritratta come uno strano miscuglio di asilo nido, residenza per anziani, rifugio per animali e clandestini. A prendersi cura di tutti è la bambina Zazie, che aggiorna il personaggio ribelle e intraprendente di Queneau. Il soggetto si focalizza sulle 24 ore della vita di questa bambina. Gli incontri, con una varia umanità di periferia, sono resi con efficaci pennellate in azioni tipiche dei loro ruoli, che l'autore sa però trasformare con verve comica e poetica sensibilità, riuscendo nel difficile compito di distillare una agrodolce realtà fatta di soprusi e condizionamenti culturali. Le rocambolesche avventure in cui la protagonista si trova coinvolta si susseguono e intrecciano con ritmo sapiente e ben si amalgamano all'ambientazione, al tono, alle caratteristiche dei personaggi. L'Africa vagheggiata da Zazie è al contempo un lunapark, in cui sentirsi "a casa", in compagnia del fratello maggiore in permesso dal carcere, ma è anche la terra del sogno rinnegato a cui ritornare, magicamente, uscendo dalla gabbia della clandestinità con le ali maestose di una gru.

La menzione speciale a "Il sistema linfatico" di Stefania Scartezzini ed Eleonora Piazza è stata assegnata per la finezza psicologica con cui sono tratteggiati i protagonisti, senza alcuna retorica, nonostante i temi forti implicati e i drammi che li attraversano. I personaggi sono un padre e una figlia, che hanno bisogno di tornare a guardarsi negli occhi.

"La musica è finita" di Marco Marrapese. Felice è un professore di conservatorio appassionato studioso dei grandi compositori del passato. Dopo esser stato lasciato dalla moglie, il suo unico interesse sono rimaste le conferenze di storia della musica e lo studio di vecchi spartiti. Durante un incontro culturale, il protagonista conosce un noto presentatore televisivo con cui inizia un rapporto di amicizia e che darà una svolta alla sua vita. La giuria ha ritenuto che l'autore, senza indulgere in facili moralismi, sia riuscito in modo originale e con grande efficacia a descrivere il vacuo mondo della televisione e, attraverso i personaggi del racconto, il fascino esercitato dalla ricerca del successo per cui ogni tradimento, menzogna e meschinità sono giustificati.

Le motivazioni della giuria per la sezione musica

Primo premio ex aequo a Paolo di Rocco per la sua scrittura compositiva solida, particolarmente fantasiosa e personale. La musica interviene nei momenti appropriati, seguendo la drammaturgia del film e mantenendo, allo stesso tempo,una omogeneità compositiva per tutta la durata della partitura. Primo premio anche ad Enrico Dolcetto per la forte espressività e carica emotiva che la sua musica trasmette e per la grande coerenza della partitura attraverso lo sfruttamento intensivo di un embrione tematico. L’andamento da marcia, dal carattere modale, suggerisce con efficacia il senso tragico e ineluttabile della scena finale del film.

La giuria assegna una menzione a Maria Chiara Casà per la sua scrittura compositiva originale e moderna. La partitura accompagna efficacemente i sentimenti dei personaggi, con un tema che rimanda ai canti popolari e partigiani, e un’armonia che scalda e conferisce il giusto tono epico al film. Seconda menzione a Simone Blasioli per la scrittura solida, le appropriate scelte timbriche e l’ottima conduzione delle parti. Il tema cantabile sul finale del film, esposto dal violino, è ben realizzato e di forte impatto emotivo.

Il weekend della premiazione

L'Associazione Luciano Vincenzoni ha organizzato un weekend di eventi a Treviso, in occasione della consegna dei premi assegnati nella quinta edizione del concorso, che ha il sostegno della Fondazione Sordi per i Giovani, Multisala Corso, Circolo Lions di Nervesa della Battaglia Tarvisium, Banca Crèdit Agricole Friuladria, Sidac srl, Tipografia Abiro , Ape &Partners con il marchio Parajumpers, Rivalta Spumanti Valdobbiadene.

Venerdì 15 novembre (ore 20.30) il cinema multisala Corso (in Corso del Popolo), gentilmente concesso dalla famiglia Amadio, ospita la proiezione del film "Sedotta e abbandonata"(1964), regia di Pietro Germi con Stefania Sandrelli, Saro Urzì, Lando Buzzanca, Leopoldo Trieste, sceneggiatura di Luciano Vincenzoni, Age&Scarpelli e Germi. Presentazione a cura di Ettore Canniello, dell'Associazione Vincenzoni, e del regista Francesco Massaro, componente della giuria soggetti cinematografici. La cittadinanza è invitata, ingresso libero. L'immagine ufficiale del quinto Premio Vincenzoni è un'opera dell'artista Renato Casaro, l'illustratore trevigiano tra i più celebri autori di manifesti cinematografici (memorabili quelli creati per Amadeus e C'era una volta in America): un omaggio alla bellezza senza tempo di Stefania Sandrelli, nei panni della giovanissima protagonista di "Sedotta e abbandonata". Il maestro Casaro interverrà alla cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso 2019, che si terrà sabato 16 novembre (ore 17, ingresso libero) nell'auditorium di Santa Caterina. Previsti anche gli interventi di Enrico Vanzina, presidente della giuria sezione "Soggetti", di Giuliano Taviani, che presiede la giuria della sezione "Musica". I giovani vincitori riceveranno, quale riconoscimento tangibile del loro talento, anche una piccola scultura realizzata dagli studenti del Liceo Artistico di Treviso.

Nel corso della cerimonia si terrà il concerto di musiche da film, proposto dall’Ensemble del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto. In programma l'esecuzione di celebri colonne sonore e delle partiture vincitrici del Concorso Luciano Vincenzoni.

Il progetto scuola

Inoltre, nella premiazione di Santa Caterina sarà ricordata un'altra importante iniziativa dell'Associazione Luciano Vincenzoni, che tra i suoi scopi si pone la diffusione della cultura cinematografica tra le giovani generazioni, a partire dalle scuole. L'associazione ha infatti promosso un progetto, che sta coinvolgendo tre istituti secondari di secondo grado della città di Treviso: gli Istituti Tecnici Mazzotti e Palladio, il Liceo Artistico Statale. Coordinati dai rispettivi docenti, gli studenti delle tre scuole superiori stanno frequentando il workshop "Dall'idea al soggetto", per realizzare un soggetto cinematografico. Gli studenti hanno come "tutor" il regista Marco Segato e altri professionisti di cinema di fama nazionale, alcuni provenienti dalla pluripremiata scuola cinematografica padovana. Il workshop è finalizzato alla produzione, nella primavera 2020, di due "corti", sulla base dei soggetti prescelti, a cura degli stessi studenti con i rispettivi docenti.

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