E’ stato riattivato il tavolo permanente di confronto con le categorie economiche di Treviso e Belluno sull’ emergenza economica legata alla progressiva ripresa di nuovi divieti e chiusure della attività economiche.

Oggi doveva essere un momento di confronto con le categorie economiche sul documento da inviare a Roma (presidenza del Consiglio dei Ministri sottosegretario On.Riccardo Fraccaro) ed alla Regione del Veneto sui temi dell’ applicazione delle misure del 110% (ecobonus e sismabonus), ma tutte le categorie economiche presenti e rappresentanti i diversi settori economici dell’Industria, del Commercio e del Turismo, dell’Artigianato e dell’Agricoltura hanno messo in risalto le forti preoccupazioni per le misure che il Governo sta adottando in queste ore che prevedono nuove chiusure ed una ulteriore stretta sulla mobilità delle persone con evidenti ripercussioni per tutti.  I piccoli segnali di ripresa del terzo trimestre rischiano di essere vanificati dalle nuove misure.

Alla Riunione è intervenuto il Sindaco di Treviso Mario Conte in qualità di Presidente dell’Associazione dei Comuni Veneti che ha lamentato il mancato coinvolgimento delle amministrazioni locali nelle decisioni che il Governo sta attuando.

Una forte preoccupazione a nome di tutto il sistema economico è stata espressa dal presidente Mario Pozza: “La situazione è pesante ed il sistema delle imprese non potrà reggere ad una ulteriore stretta, le misure che il Governo sta discutendo devono tenere conto che le aziende si sono attrezzate con il rispetto dei protocolli definiti per ciascuna attività economica  per poter lavorare in sicurezza e continuare le produzioni e la garanzia dei servizi. Tanto è vero che le Camere di Commercio e la Regione del Veneto hanno sostenuto economicamente le imprese con un bando ad hoc, che sta per essere rifinanziato, per l’acquisto di sistemi di sicurezza.  Piuttosto – continua Pozza – abbiamo bisogno di capire in questa grande confusione,  se le regole che le imprese hanno concordato con i protocolli, possono essere mantenute. Oggi abbiamo bisogno di queste certezze dalle autorità sanitarie e da chi fa i controlli (Inps, Inail, Organi ispettivi). Mercoledì è stato convocato dalla Regione del Veneto un incontro con le categorie economiche per il Documento di economia e Finanza Regionale. Non mancherà il riferimento all’attualità dell’emergenza che stiamo vivendo in questi giorni”.

“Nelle scorse settimane – conclude il Presidente Pozza abbiamo assistito a tante manifestazioni di protesta di piazza a vario titolo e sono la dimostrazione di un malessere che sta montando sempre di più.  Noi in qualità di sistema camerale, assieme alle Associazioni di Categoria, vogliamo insistere sulle proposte. Il nostro contributo ai tavoli di lavoro, a tutti i livelli nazionali, regionali e locali è costante e continuo, indipendentemente dalle giornate di sabato o di domenica. Oggi ne è la dimostrazione”.

Parlando del tavolo di confronto sul Superbonus 110% sono state  evidenziate importanti proposte raccolte in un articolato documento che contiene la necessità di spostare la durata del periodo agevolabile dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2024 affinché i cantieri possano aprire e gli interventi sugli edifici possano essere programmati e realizzati con serenità; La necessità di organizzare momenti formativi locali con i soggetti tecnici (Enea ed Agenzia delle Entrate) raccogliendo la disponibilità, data  da questi enti, per avere le regole certe nella asseverazione e nella conformità dei progetti di ristrutturazione; La necessità di sollecitare il mondo delle assicurazioni per implementare e correggere le Polizze dei professionisti chiamati a certificare la conformità degli interventi edilizie e le asseverazioni di congruità; La sollecitazione ai Comuni affinché siano individuate delle corsie preferenziali per l’accesso agli atti negli uffici tecnici comunali.

Il Presidente Pozza e il Presidente Anci Veneto Conte si sono impegnati ad inviare una lettera congiunta a tutti i comuni della nostra regione in tal senso.

Il tavolo di confronto odierno ha posto in evidenza altre  due questioni sulle quali tutti si stanno impegnando richiedendo l’impegno delle Istituzioni:

  1. La vigilanza nei confronti di chi si sta proponendo nel mercato – anche con il proliferare di nuove imprese che stanno nascendo come i funghi – con soluzioni “chiavi in mano” per realizzare interventi di ristrutturazione che evidenziano scarsa professionalità al limite della illegalità.
  2. La preoccupazione per la stretta delle regole bancarie che partiranno dal 1 gennaio prossimo. Lo sforamento anche di soli 100 € dai fidi concessi, comporterà la segnalazione dopo 90 giorni alle Centrale rischi con le ovvie conseguenze sul rientro dei fidi.