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Nella Marca Trevigiana, in questi anni, il regolare confronto fra le parti sociali e gli enti pubblici ha contribuito a garantire la tenuta della coesione sociale, il contenimento della pressione fiscale, il mantenimento dei servizi di welfare territoriale e la realizzazione di investimenti nelle infrastrutture pubbliche utili al territorio anche ai fini della salvaguardia ambientale.

Forti di questi risultati Cgil, Cisl e Uil e l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana hanno siglato nella mattina di oggi, 12 ottobre, nella sede di via Cal di Breda, il protocollo di intesa rinnovando la storica collaborazione tra enti locali e sindacati nella nostra provincia.

Per l’Associazione Comuni ha firmato la presidente Mariarosa Barazza; per le Organizzazioni Sindacali: Maurizio Visentin, segretario generale di Cgil Treviso, Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Belluno-Treviso, Gianluca Fraioli, coordinatore provinciale di Uil Treviso, Virgilio Biscaro (SPI-Cgil), Franco Marcuzzo (FNP-Cisl), Beniamino Gorza (Uilp), Marta Casarin (FP-Cgil), Mario De Boni (FP-Cisl), Roberto Meneghello (FP Uil). Sono state dunque coinvolte anche le Organizzazioni di categoria che rappresentano i lavoratori del pubblico impiego e i pensionati.

«Se nella nostra provincia le cose funzionano è perché gli attori sociali si parlano costantemente, collaborano, costruiscono percorsi comuni – spiega Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni -. Una società e un’economia funzionano quando le maglie del dialogo tra i soggetti che hanno la responsabilità della governance son ben salde. In genere accordi come quelli di oggi non fanno notizia ma costruiscono le fondamenta solida della casa comune a beneficio di tutti».

«Il protocollo siglato oggi – affermano i segretari di Cgil, Cisl e Uil territoriali – si colloca nell’ambito di un percorso pluriennale di contrattazione sociale, durante il quale il confronto con le Amministrazioni Comunali della Marca ha permesso di trovare soluzioni e sinergie atte a migliorare le condizioni di cittadini, pensionati e lavoratori, di garantire alle famiglie tariffe calmierate e progressive per l’accesso ai servizi e di condividere una gestione trasparente della cosa pubblica da parte dei Comuni. I Sindaci nei prossimi mesi dovranno gestire importanti risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sulla gestione di questi fondi è importante che ci sia una forte condivisione con le parti sociali, per indirizzarli verso progetti che pongano al centro politiche concrete di sostegno all’economia, all’occupazione, al welfare».

Associazione Comuni e Sindacato: una collaborazione di lunga data

La collaborazione tra Associazione Comuni e Organizzazioni Sindacali è di lunga data. Negli anni infatti sono stati diversi i protocolli siglati per garantire processi decisionali trasparenti e democratici a tutti i livelli, una programmazione condivisa ed efficace, una spesa pubblica onesta ed efficiente. Ma anche per spingere il sistema ad innovarsi rendendosi più resiliente alle nuove sfide.

Ad esempio nel 2017 venne firmata un’intesa per favorire la gestione associata delle funzioni e dei servizi, facilitare l’accesso ai servizi sociali da parte delle fasce deboli della popolazione; riformare le Ulss.

Nel 2019 venne invece firmato un protocollo anche con il Consorzio BIM Piave e l’A00 Digitale PA per sostenere il processo di digitalizzazione nella PA ai fini di migliorare la comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini.

Nel 2021 una nuova intesa coinvolse anche Veneto Lavoro e alcune associazioni di categoria per la promozione del mercato del lavoro, nella convinzione che l’inclusione sociale passi sempre per il lavoro e per un lavoro di qualità.

Questi solo per citarne alcuni.

Cosa si propone il nuovo protocollo

Sono cinque i punti contenuti nel nuovo protocollo firmato questa mattina dai Comuni con i sindacati e toccano temi strategici per lo sviluppo della Marca Trevigiana come programmazione coordinata per intercettare i fondi del Recovery Plan e degli altri fondi europei; l’individuazione congiunta dei bisogni emergenti e il potenziamento del welfare di comunità; la condivisione delle banche dati di prestazioni sociali per stroncare il fenomeno dei “furbetti”; il tema delle aggregazioni tra servizi comunali per ottimizzare spesa e prestazioni.

Precisamente ecco i cinque punti sottoscritti dai firmatari:

  1. sostenere e integrare le strategie degli enti e consorzi di ambiti territoriali sovracomunali (I.P.A, Autorità Urbane con i progetti SISUS, Gruppi Azioni Locali (GAL), Unioni Montane (PA), Public Utility, per una programmazione capace di cogliere le linee guida e gli obiettivi dei bandi europei Por Fse e delle 6 missioni definite con Next Generation Italia.
  2. continuare a rafforzare l’azione coordinata e sinergica con i cosiddetti Enti intermedi a livello provinciale, in particolare Assindustria, Confartigianato, Confesercenti, ecc. per migliorare il rapporto con la P.A., specie con i Comuni della provincia di Treviso, tenuto conto delle risorse straordinarie del Recovery Fund;
  3. proseguire e potenziare a livello provinciale, l’impegno congiunto e il dialogo sinergico per l’individuazione di bisogni sociali emergenti e sostenere il processo di integrazione e trasformazione del Welfare, con particolare attenzione alle potenzialità del Welfare di Comunità;
  4. sostenere e contribuire al dialogo interistituzionale (ANCI, INPS e Conferenza dei Sindaci Ulss7) per la condivisione delle banche dati di prestazioni sociali, presupposto indispensabile per una maggior efficienza ed equità negli interventi sociali pubblici;
  5. promuovere tra i comuni studi di fattibilità propedeutiche a forme di aggregazione, per realizzare una maggior efficienza ed estensione della qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese (in particolare quelli sociali), sulle spese ed entrate correnti, uniformare maggiormente i criteri di accesso e compartecipazione ai servizi di Welfare Locale e gli interventi sulle missioni fondamentali delle amministrazioni locali.