RSA Veneto: oltre 9.000 fra anziani e persone non autosufficienti risultano in lista d’attesa per l’impegnativa di residenzialità, cioè per accedere a un posto in una struttura convenzionata. A segnalare l’aumento costante del fenomeno è l’Anp, Associazione nazionale pensionati Cia Veneto agricoltori, che definisce la situazione un’emergenza sociale e chiede risposte concrete alla Regione e alle altre istituzioni competenti.
La questione riguarda sia l’accesso alle strutture sia la sostenibilità economica delle rette. Infatti, i rincari generalizzati stanno aumentando i costi a carico delle famiglie, mentre una parte significativa dei pensionati dispone di risorse economiche limitate.
RSA Veneto, oltre 9.000 persone attendono un posto
Secondo i dati forniti dall’Anp Cia Veneto, in regione sono più di 9.000 gli anziani e le persone non autosufficienti in attesa dell’impegnativa di residenzialità. Il trend, sottolinea l’associazione, è in costante aumento.
L’impegnativa permette di accedere a un posto in una rsa convenzionata, con una parte della quota sostenuta dalla Regione. Tuttavia, anche per chi beneficia dell’impegnativa sono previsti aumenti legati ai rincari generalizzati.
La retta media mensile per questi ospiti si attesta infatti sui 1.920 euro. L’incremento previsto raggiunge 295 euro all’anno. Per molte famiglie, quindi, il costo dell’assistenza rappresenta un impegno economico difficile da sostenere.
Rette RSA, fino a 2.731 euro al mese per i posti privati
Il quadro cambia ulteriormente per chi deve ricorrere a un posto privato senza impegnativa regionale. In questo caso, la retta media mensile ha raggiunto i 2.731 euro, con un incremento medio di oltre 45 euro al mese rispetto alle rilevazioni precedenti.
I dati derivano dalla rielaborazione effettuata da Inac Veneto. Emergono inoltre differenze significative tra le province. Venezia registra una media di 69,50 euro al giorno, mentre Padova arriva a 68,20 euro.
Il Bellunese presenta invece la media giornaliera più bassa, pari a circa 55,10 euro. Le differenze territoriali si inseriscono quindi in un quadro già caratterizzato dall’aumento generale dei costi per l’assistenza.
Anziani non autosufficienti, il nodo della sostenibilità
La presidente dell’Anp Cia Veneto, Giovanna Gazzetta, pone l’attenzione sulla difficoltà di migliaia di anziani che aspettano di entrare in una casa di riposo e, contemporaneamente, sulla sostenibilità delle quote mensili.
Secondo Gazzetta, pensione ed eventuale assegno di accompagnamento non bastano sempre a coprire le spese. La questione riguarda dunque non soltanto la disponibilità dei posti, ma anche la possibilità concreta per gli ospiti e le loro famiglie di sostenere economicamente l’assistenza.
L’Anp Cia Veneto chiede per questo una riforma strutturale delle rsa, che secondo l’associazione è ferma da oltre vent’anni. Tra gli obiettivi indicati figurano una maggiore uniformità nelle valutazioni, nelle modalità di accesso alle strutture e nelle rette.
Personale specializzato e assistenza domiciliare
Tra le richieste dell’associazione rientrano anche maggiori investimenti nella specializzazione del personale e un aumento del contributo destinato alle persone non autosufficienti ricoverate.
Parallelamente, viene indicata la necessità di risorse continuative, e non erogate soltanto a spot, per i familiari che assistono persone con disabilità grave. L’Anp Cia Veneto richiama in questo caso la legge 33/2023, cioè la legge delega per la riforma organica delle politiche in favore delle persone anziane, con particolare riferimento a quelle non autosufficienti.
Secondo quanto sottolineato dall’associazione, il finanziamento della norma dovrebbe gravare principalmente sul Governo attraverso una copertura strutturale.
Un altro punto riguarda la cura domiciliare. Quando le condizioni lo consentono, l’associazione ritiene che la persona con disabilità possa stare meglio nella propria casa, mantenendo il rapporto con l’ambiente e le sicurezze costruite nel corso della vita.
Pensioni minime, il peso dei redditi più bassi
Il problema delle rette si collega anche al livello delle pensioni. In Veneto, il 25% dei pensionati percepisce una pensione fino a 750 euro al mese.
È un dato che, secondo l’Anp Cia Veneto, evidenzia le difficoltà economiche affrontate da una parte consistente della popolazione anziana. Fra le categorie indicate come maggiormente in difficoltà ci sono anche gli agricoltori.
Per l’associazione, quindi, il tema dell’assistenza agli anziani non può essere separato da quello del reddito disponibile. L’aumento delle rette rischia infatti di incidere su nuclei familiari che devono già affrontare altre spese legate alla non autosufficienza e alla disabilità.
RSA Veneto, la richiesta di una riforma strutturale
La situazione descritta dall’Anp Cia Veneto mette insieme tre questioni: le liste d’attesa, l’aumento delle rette e la disponibilità economica degli anziani e delle loro famiglie. Per l’associazione, servono interventi strutturali che rendano più uniforme l’accesso alle strutture e garantiscano maggiore sostenibilità dell’assistenza.
La presidente Giovanna Gazzetta ribadisce inoltre la necessità di non lasciare sole le famiglie con persone fragili e definisce la tutela di queste persone innanzitutto una questione di dignità.
L’Anp Cia Veneto annuncia infine che continuerà la propria azione nelle sedi opportune per chiedere anche l’aumento delle pensioni minime. In questo quadro, il tema delle RSA Veneto resta strettamente legato alla capacità del sistema di garantire assistenza e sostenibilità economica a chi vive una condizione di non autosufficienza.
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