Stefano Adreetta, 10 anni nel calcio a 5 - Notizie Plus
Stefano Adreetta, 10 anni nel calcio a 5 - Notizie Plus

Da dieci anni vive da protagonista la realtà del calcio a 5 trevigiano con quella che una volta era la Came Dosson e da qualche anno la Came Treviso. Stefano Adreetta, preparatore atletico, racconta il proprio lavoro, l’organizzazione della pre-season e le emozioni di un percorso professionale con il team presieduto da alessandro Zanetti.

“Il mio lavoro alla Came consiste principalmente nell’essere il punto del preparatore atletico, quindi nell’ottimizzare la performance dei ragazzi”, spiega Adreetta.

L’obiettivo è intervenire sulle principali capacità fisiche degli atleti. “Bisogna migliorare tutte quelle che sono le capacità condizionali, la forza, la velocità, la parte metabolica”.

Il preparatore atletico svolge inoltre una funzione di raccordo all’interno dello staff. “È una figura di raccordo tra i due dipartimenti, quindi sia la parte che va integrata con il lavoro tecnico sia la parte di ritorno al play nel momento in cui dovessero esserci degli infortuni”.

Stefano Adreetta: “Nel calcio a 5 la parte fisica è fondamentale”

Il lavoro atletico assume un ruolo particolarmente importante nel calcio a 5. La disciplina richiede infatti qualità fisiche specifiche e una preparazione capace di accompagnare il ritmo della competizione.

“Negli ultimi anni la parte fisica, non solo negli ultimi anni, ma è sempre stata una parte importante nel calcio a cinque”, sottolinea Stefano Adreetta.

Il preparatore evidenzia anche l’evoluzione del modello prestativo. “Sempre di più, anche come modello prestativo, la parte fisica ha avuto una rilevanza importante in questa disciplina, soprattutto in Serie A”.

Da qui la centralità del suo ruolo all’interno dello staff. “Sicuramente è un ruolo fondamentale all’interno di uno staff e in qualsiasi staff di una squadra ben strutturata”.

Pre-season, sei settimane di lavoro per la Came Treviso calcio a 5

La preparazione della nuova stagione si sviluppa nell’arco di sei settimane. L’obiettivo iniziale consiste nel riportare progressivamente gli atleti a un livello prestativo adeguato.

“In questo periodo qui, nella parte di pre-season, noi avremo sei settimane di preparazione, per quella che è appunto la prima gara di campionato”, racconta Adreetta.

Il lavoro parte dalla costruzione del volume e della condizione. “Consiste nel cercare di creare volume di lavoro, di condizionare gli atleti e riportarli a quello che è un livello prestativo ottimale”.

Le prime settimane assumono quindi una funzione di ricondizionamento. “Ci sarà sicuramente un ricondizionamento fisico per fare in modo che gli atleti siano pronti per sostenere i carichi di allenamento del mister”.

Il preparatore lavora così in stretta collaborazione con lo staff tecnico, adattando progressivamente il lavoro fisico alle esigenze della squadra.

Stefano Adreetta spiega come cambia il lavoro durante il campionato

Con l’inizio della stagione regolamentare, il lavoro cambia. La preparazione non deve più costruire da zero la condizione degli atleti, ma mantenerne le principali qualità.

“Durante un campionato, una stagione regolamentare, si parla più di mantenimento delle capacità condizionali”, spiega Stefano Adreetta.

La componente tecnico-tattica assume progressivamente maggiore spazio. “La parte più preponderante sarà la parte tecnico-tattica”.

Questo non significa però abbandonare il lavoro atletico. “Ci sono delle determinate capacità, come ad esempio la forza e la capacità metabolica, che vengono lavorate integralmente con il mister per il mantenimento di questa performance”.

Il lavoro fisico diventa quindi parte integrante della programmazione settimanale e si inserisce direttamente nel percorso tecnico della squadra.

Dieci anni nella Came: “Conosco bene l’ambiente”

Per Stefano Adreetta quella con la società trevigiana è una storia che dura ormai da dieci anni.

“Per me questo è il decimo anno”, racconta il preparatore atletico. Un periodo lungo che gli ha permesso di conoscere profondamente l’ambiente.

“Conosco bene l’ambiente”, conferma Adreetta, che sottolinea anche il rapporto costruito nel tempo con la società.

“Mi trovo molto bene, sia a livello professionale sia a livello umano”.

Secondo il preparatore, proprio la capacità di crescere sotto entrambi gli aspetti rappresenta uno dei punti di forza della società.

“Io credo che sia, per entrambi i fattori, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista professionale, una società che ha sempre voluto migliorare”.

Stefano Adreetta: “La società si è strutturata”

Nel corso del suo decennio di esperienza, Adreetta ha visto cambiare e crescere la realtà trevigiana.

“Essendo in Serie A da 10 anni, questo chiaramente è uno di quei fattori preponderanti nel valutare una società”, sottolinea.

Per il preparatore, però, il percorso non riguarda soltanto ciò che accade durante le partite. “Il lavoro anche extra campo è stato fondamentale”.

E aggiunge: “Dal punto di vista della dirigenza si è strutturata la società importante del calcio a cinque italiano”.

Una crescita che, secondo Adreetta, ha coinvolto quindi l’intera organizzazione, non soltanto l’aspetto sportivo.

Dalle semifinali ai playout: dieci anni di emozioni

Il decennio vissuto da Stefano Adreetta ha prodotto emozioni molto diverse. Le prime stagioni hanno portato anche risultati di grande prestigio.

“Quando sono arrivato qui, nei primi anni siamo riusciti a fare semifinale scudetto, semifinale di Coppa Italia”.

Sono arrivate inoltre stagioni nelle quali la squadra è riuscita a superare le aspettative iniziali. “Ci sono state tante emozioni e tanti obiettivi. Abbiamo anche overperformato magari per quelli che erano gli obiettivi sulla carta”.

Accanto ai risultati più importanti, Adreetta ricorda anche il valore degli obiettivi costruiti all’interno dello spogliatoio.

“Ci sono stati anche tanti piccoli obiettivi che all’interno magari dello spogliatoio sono stati raggiunti”.

Stefano Adreetta: “Anche nelle annate complicate abbiamo ottenuto il meglio”

Negli ultimi anni il contesto è stato più difficile dal punto di vista dei risultati. La lotta per la salvezza ha richiesto un approccio differente rispetto alle stagioni vissute nelle zone alte della classifica.

“Anche negli ultimi anni una delle zone più importanti era magari quella della salvezza, dei playout, nella vittoria dei playout”, racconta il preparatore.

Il percorso non è stato sempre semplice. “Sono state annate più complicate dal punto di vista magari di risultati”.

La squadra, però, ha saputo raggiungere comunque il proprio obiettivo. “Alla fine siamo riusciti a ottenere il meglio anche lì”.

È proprio la varietà delle esperienze vissute a raccontare i dieci anni di Adreetta: dalle semifinali alle battaglie per la salvezza, passando per obiettivi raggiunti oltre le previsioni.

Il lavoro di Stefano Adreetta riparte dalla pre-season

Il nuovo percorso stagionale parte ancora una volta dalla preparazione fisica. Sei settimane serviranno per costruire progressivamente la condizione e mettere gli atleti nelle condizioni di sostenere i carichi di lavoro.

Successivamente, durante il campionato, il focus passerà soprattutto sul mantenimento delle capacità condizionali e sull’integrazione con il lavoro tecnico-tattico.

Dopo dieci anni, Stefano Adreetta conosce bene l’ambiente e le esigenze di una squadra di Serie A. Il suo ruolo continuerà a essere quello di collegare preparazione atletica, lavoro tecnico e recupero degli atleti.

L’obiettivo, in fondo, resta quello indicato all’inizio dell’intervista: “Ottimizzare la performance dei ragazzi”.