#Stopviolenza, le iniziative anti discriminazione della Cisl

#Stopviolenza, le iniziative anti discriminazione della Cisl

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2019, il Coordinamento pari opportunità e politiche di genere della Cisl Belluno Treviso, insieme alla Federazione dei Pensionati e alla Cisl Scuola, organizza negli Istituti superiori delle province di Treviso e Belluno un ciclo di incontri di prevenzione e sensibilizzazione per il contrasto alla violenza, in particolare nei confronti delle donne, mettendo insieme più generazioni: i giovani studenti, i lavoratori e i pensionati.

Il primo appuntamento, rivolto agli studenti delle scuole superiori cittadine, è fissato per domani, giovedì 21 novembre alle 9.45, nell’Aula Magna del Seminario di Vittorio Veneto. Interverranno il dottor Antonio Romeo, counselor professionista nella relazione d’aiuto, co-fondatore e operatore dello staff tecnico di “Cambiamento Maschile”, spazio di ascolto per uomini che agiscono violenza nelle relazioni affettive realizzato dal Comune di Montebelluna e il patrocinio della Ulss, dei Comuni dell’area montebellunese e della Consigliera provinciale di Parità, e la dottoressa Teresa Rando, psicologa, psicoterapeuta, formatrice, sessuologa, già responsabile dei progetti di Educazione sessuale dell’Azienda Ulss di Treviso e relatrice in numerosi convegni sui temi della sessualità e della prevenzione della violenza di genere.

Gli altri incontri si svolgeranno il 7 febbraio al Teatro Dina Orsi di Conegliano, e successivamente a MontebellunaFeltre e Belluno. A tutti gli incontri è previsto anche l’intervento del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale per riflettere sul concetto di violenza che va eliminata fin dai banchi di scuola. Alla fine di ciascun appuntamento verrà rilasciato agli studenti che aderiscono all’iniziativa un attestato e, per le classi che lo desiderano, uno spunto di riflessione con i loro insegnanti attraverso un concorso, in cui si chiede agli studenti di produrre un elaborato, che verrà valutato dalla Cisl, dai relatori e dai Dirigenti scolastici provinciali di Belluno e di Treviso. L’iniziativa si pone gli obiettivi di promuovere una sana educazione ai sentimenti ed aiutare i ragazzi e le ragazze a comprendere le origini e le ragioni della violenza, stimolare la riflessione degli studenti sulle relazioni fra maschile e femminile, rafforzare la corretta espressione delle emozioni all’interno delle relazioni fra pari, aiutare a comprendere il fenomeno della violenza di genere e il peso dei fattori socio-culturali nella genesi della stessa e, infine, essere un contributo concreto per fare in modo che nelle scuole, come nei posti di lavoro e nelle famiglie, si creino le condizioni per eliminare la violenza contro le persone che si trovano in una condizione di debolezza psicologica e fisica: donne, ma anche anziani e bambini .

“Il Coordinamento pari opportunità e politiche di genere, assieme ai lavoratori e ai pensionati – spiega Alessia Salvador, responsabile del Coordinamento pari opportunità e politiche di genere della Cisl Belluno Treviso  ha deciso di coinvolgere gli studenti delle scuole superiori in un percorso condiviso di educazione ai sentimenti in ambito affettivo, sessuale, lavorativo e familiare, andando a stimolare la riflessione anche attraverso un concorso che li porterà a ragionare in classe e a casa sul tema della violenza”.

“Come Cisl vogliamo contribuire a costruire una società orientata al rispetto dell’altro – afferma Massimiliano Paglini, Segretario della Cisl Belluno Treviso con delega alle Politiche di parità e di genere e alle politiche giovanili –, in cui prevalga la cultura della tolleranza e della tutela della persona umana. Per questo parliamo ai giovani studenti. Il Sindacato storicamente è nato per difendere i più deboli, per combattere le disuguaglianze e le prevaricazioni. Siamo convinti che solo facendo crescere nuove coscienze e nuove consapevolezze getteremo le fondamenta per una società migliore in cui tutti possano convivere liberamente senza il rischio di subire soprusi e violenze”.

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