#Veneziamiofuturo è il manifesto del Gruppo 25 aprile, movimento di opinione apartitico che raggruppa esponenti della società civile e del mondo accademico e delle professioni sorto a sostegno dello sviluppo sostenibile della città Patrimonio dell’Umanità  

Minacciano carte bollate, quelli del Gruppo 25 aprile, l’associazione civica che[s2If !current_user_can(access_s2member_level1)] …READ MORE[/s2If][s2If current_user_can(access_s2member_level1)] con l’hastag #Veneziamiofuturo chiede trasparenza e condivisione sulle scelte strutturali individuate dall’amministrazione Brugnaro per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna. Destinatario della ventilata denuncia è proprio il primo cittadino, “reo” di non aver coinvolto le rappresentanze dei cittadini nel dibattito sui tanti problemi che incombono sulla città: dalla navigazione in laguna alla sostenibilità ambientale, al recupero architettonico alle politiche turistiche.

Nel recente incontro di Parigi con i vertici dell’Unesco, il sindaco Luigi Brugnaro, ha presentato un report di oltre 70 pagine in cui sono illustrati le azioni che la giunta intende attuare. Interventi in gran parte contenuti in quel “Patto per lo sviluppo della Città di Venezia”, sottoscritto il 26 novembre 2016 tra il Comune e il governo italiano, che prevede stanziamenti per 457 milioni di euro a fronte della specificità e delle peculiarità morfologiche della città lagunare.

Idee, fatti e proposte di cui però i cittadini non conoscono nulla, se non il generico annuncio che “Venezia è al centro dell’agenda nazionale ed internazionale”. In tempi di forte istanza di partecipazione popolare, il “riserbo” mantenuto dall’amministrazione lagunare ha perciò provocato la protesta del movimento di opinione che fa capo al Gruppo 25 aprile, una piattaforma civica e apartitica che si batte per uno sviluppo sostenibile di Venezia.

Nella pagina a lato, un abbecedario che sintetizza, lettera per lettera, i problemi e le istanze che il movimento di opinione #Veneziamiofuturo rivolge al Comune di Venezia e alle istituzioni regionali e nazionali.

I punti analizzati, che corrispondono alle lettere dell’alfabeto (dalla A alla V), sono il frutto di proposte e richieste che sono state raccolte, da agosto a oggi, nel corso di incontri, sestiere per sestiere, con i veneziani che abitano o lavorano a Venezia. Una sorta di cahier de doléances che per ogni problema contiene all’interno anche una soluzione. Non solo, dunque, una serie di lamentele, ma veri e propri suggerimenti che i cittadini veneziani offrono alle istituzioni della città, alla Regione e allo Stato per ribadire che la città ha un futuro e di questo i veneziani vogliono essere protagonisti.

Con questo documento – ha dichiarato il portavoce di #Veneziamiofuturo, Marco Gasparinetti – vogliamo dare, senza alcuna etichetta politica, il contributo dei cittadini di Venezia alle istituzioni che ci rappresentano. Le nostre sono proposte concrete, attuabili e realistiche; ma soprattutto rappresentano l’urgenza, le cose che devono essere fatte quanto prima, perché Venezia si sente assediata e la situazione non permette ulteriori ritardi.

Manca una lettera, la Z: l’abbiamo lasciata volutamente scoperta. Vuole rappresentare l’incognita, a cui i cittadini sapranno dare sicuramente un valore, sulla base delle risposte ricevute dal Comune, dalla Regione, dallo Stato. E’ finito, infatti, il tempo dell’attesa: Venezia ha bisogno di un futuro e di riscontri certi e immediati da parte di chi ci rappresenta”.

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