Ilaria Pempinella, Presidente CNA Impresa Donna Treviso
Ilaria Pempinella, Presidente CNA Impresa Donna Treviso

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a firma di Ilaria Pempinella, avvocato e presidente CNA Impresa Donna Treviso, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata in tutto il mondo il 25 novembre di ogni anno, ci ricorda quanto sia urgente affrontare questo fenomeno, nella sua interezza. È l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere strumenti concreti di prevenzione e sostegno, affinché nessuna donna si senta sola di fronte alla violenza e possa denunciarla, trovando aiuto e protezione nelle istituzioni e nella comunità.

Il 25 novembre ci ricorda una verità drammatica: la violenza contro le donne continua a mietere vittime, con numeri inaccettabili. In Italia sono state 117 le vittime di femminicidio nel 2023, 113 nel 2024. Nei primi dieci mesi di quest’anno, 85 donne hanno perso la vita per mano di chi diceva di amarle. A queste si aggiungono tutte le altre forme di violenza, troppo spesso silenziose e invisibili agli occhi di molti. Condannare senza esitazione tutti questi crimini e impegnarsi a prevenirli non è solo un dovere morale, ma una responsabilità collettiva.

Ma la violenza non si manifesta solo con lividi e ferite visibili. Esiste un tipo di prevaricazione silenziosa, subdola, altrettanto pericolosa: la violenza economica. Chi ne è vittima non perde solo denaro o autonomia finanziaria, ma anche la possibilità di decidere del proprio futuro, di progettare la propria vita, di sentirsi libera.

Tutti noi conosciamo qualcuno intrappolato in una relazione tossica, incapace di riconoscerla come tale. Quando la libertà economica diventa strumento di controllo, non si tratta di una relazione sana. Il percorso della violenza economica si manifesta in modi diversi: dal controllo delle risorse al sabotaggio lavorativo, fino all’esclusione dalle decisioni economiche familiari. Gli effetti psicologici sono profondi: isolamento, stress, senso di colpa e vergogna, con la falsa convinzione di meritare la propria condizione.

Fortunatamente, anche il Legislatore ha iniziato a riconoscere la violenza economica come reato di maltrattamenti familiari, segnando passi importanti nella tutela delle vittime. Ma parlare di questo fenomeno resta essenziale: permette alle vittime di capire la realtà in cui si trovano e allo stesso tempo smaschera chi perpetra abusi, togliendogli terreno fertile.

Conoscere le diverse forme di violenza è il primo passo per sostenere chi non ha la forza di liberarsene da solo. Solo attraverso la consapevolezza, la cultura e la rete di supporto possiamo aiutare chi soffre a superare il senso di abbandono e vergogna, restituendo dignità e possibilità di scelta. Oggi, più che mai, è fondamentale fare rete, fare cultura e agire insieme: ogni donna ha diritto a vivere libera, sicura e senza paura”.

Avv. Ilaria Pempinella

Presidente CNA Impresa Donna Treviso