
articolare preoccupazione desta il cosiddetto “binge drinking”, ovvero il consumo di elevate quantità di alcol in un’unica occasione e in un breve arco di tempo. Il “binge drinking” è diffuso tra i giovani di 18-24 anni, ed è praticato nei contesti di divertimento collettivo, spesso con l’intento di arrivare allo “sballo”.
Per quel che riguarda i giovani tra i 14 e i 17 anni, i consumi fuori pasto si attestano attorno al 15& (fonte ISTAT). È una percentuale ancora molto alta, ma la normativa viene in aiuto: la legge 189/2012 vieta, infatti, la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni e obbliga i gestori a chiedere un documento di identità per accertare l’età dei clienti, «tranne i casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta».
Gli inadempienti avranno una denuncia penale e multe salate. Ma c’è di più: a Treviso, l’iniziativa “Treviso di notte, città da vivere” prevede anche ulteriori controlli dei vigili urbani fino al 31 dicembre, in particolare venerdì e sabato, fino alle 4 del mattino.
I gestori che non rispettino la legge e vendano alcolici a minorenni rischiano in più la sospensione della licenza. All’iniziativa è affiancata un’ordinanza che vieta di bere alcolici nei giardini del centro e zone limitrofe, in particolare a Porta Altinia, in piazzetta Sant’Andrea, in viale Tasso, nel parco di villa Manfrin e villa Margherita, nei giardini di via Dalmazia e in piazza Vittoria.
Il divieto, valido almeno fino al 30 settembre, include il possesso, in quei luoghi, di bottiglie chiuse. (Mariangela Montelli)













