Affitti a Treviso ai massimi storici. Lo certifica l’ultimo report dell’Ufficio Studi di Idealista, che inserisce il capoluogo della Marca tra le 18 città italiane dove i canoni di locazione hanno raggiunto il valore più elevato mai registrato. Il dato conferma un mercato sempre più sotto pressione, caratterizzato da una domanda molto superiore all’offerta di abitazioni accessibili e da prezzi che continuano a crescere.
A livello nazionale, nel mese di luglio i canoni sono aumentati del 2,4% rispetto a giugno, raggiungendo una media di 14,9 euro al metro quadrato. Sebbene su base annua i valori risultino ancora inferiori dell’1,3% rispetto a luglio 2025, il trend mensile evidenzia una netta ripresa. In totale sono 60 i capoluoghi italiani che hanno registrato aumenti, mentre 18 città, tra cui Treviso, Roma, Torino, Verona, Palermo e Latina, hanno toccato il massimo storico.
Affitti a Treviso: domanda alta e case accessibili sempre più rare
Secondo Deborah Marcon, segretaria provinciale del Sunia, il sindacato degli inquilini, la situazione era prevedibile e rappresenta il risultato di uno squilibrio che si trascina da tempo.
“La vera criticità non è la mancanza di immobili, ma la scarsità di abitazioni accessibili”, spiega Marcon. Sul mercato sono sempre più frequenti appartamenti proposti a 1.200 euro al mese e monolocali da 800 euro. Con una domanda così elevata, i proprietari trovano facilmente persone disposte ad accettare importi sempre più elevati.
Il fenomeno riguarda soprattutto chi ha maggior bisogno di flessibilità abitativa. Mancano infatti monolocali, alloggi per studenti e abitazioni per lavoratori con contratti a tempo determinato, proprio le tipologie più richieste nel mercato della locazione.
Canone concordato: uno strumento che fatica a incidere
Il Sunia sottolinea come il canone concordato rappresenti uno strumento utile, ma ancora poco utilizzato.
Gli accordi territoriali fissano infatti parametri precisi per determinare gli importi, mentre al di fuori di questo sistema non esiste una normativa nazionale che limiti i canoni richiesti dai proprietari. Di conseguenza, quando il mercato consente di ottenere cifre elevate, diventa difficile incentivare la scelta di affitti economicamente più sostenibili.
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Affitti e mercato immobiliare: sempre meno case disponibili
Un altro elemento che contribuisce alla crescita dei prezzi riguarda il comportamento dei proprietari alla scadenza dei contratti.
Secondo Deborah Marcon, molti locatori preferiscono vendere l’immobile, orientarsi verso gli affitti turistici, lasciare l’abitazione sfitta oppure affittarla direttamente alle aziende che cercano sistemazioni per i propri dipendenti.
Queste scelte riducono ulteriormente l’offerta destinata alla locazione residenziale e alimentano la competizione tra chi cerca una casa.
Il sindacato ritiene indispensabile una politica abitativa più incisiva, accompagnata da maggiori garanzie sia per gli inquilini sia per i proprietari. Inoltre, evidenzia come in molti Paesi europei la disponibilità di edilizia pubblica contribuisca a contenere i prezzi, mentre in Italia la disponibilità di case popolari è ai minimi storici.
Per informazioni sulle politiche abitative e sull’edilizia residenziale pubblica è possibile consultare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: https://www.mit.gov.it/.
Affitti: il peso sulle famiglie continua a crescere
L’aumento dei canoni produce effetti sempre più pesanti sui bilanci familiari.
Secondo gli studi richiamati dal Sunia, il costo dell’affitto incide mediamente per circa il 50% del reddito disponibile. Tuttavia, nell’esperienza raccolta dal sindacato esistono situazioni in cui questa percentuale arriva addirittura all’80%, rendendo difficile sostenere la spesa nel lungo periodo.
Anche il mercato delle compravendite presenta criticità. Molti immobili vengono proposti a prezzi elevati nonostante necessitino di importanti interventi di ristrutturazione.
Affitti sempre più elevati e abitazioni accessibili sempre più difficili da trovare delineano quindi uno scenario destinato a preoccupare famiglie, studenti e lavoratori. Secondo il Sunia, senza un rafforzamento dell’edilizia pubblica, maggiori garanzie per proprietari e inquilini e strumenti fiscali che favoriscano i canoni sostenibili, il record raggiunto oggi da Treviso rischia di rappresentare soltanto una nuova tappa di una crescita destinata a proseguire.















