Consigli comunali aperti per coinvolgere territori e imprese
I consigli comunali aperti rappresentano la proposta concreta lanciata da CNA Unimpresa Treviso per rispondere all’escalation del linguaggio d’odio che sta caratterizzando il contesto internazionale e, indirettamente, anche quello locale.
L’associazione di categoria sostiene l’iniziativa del sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, che ha invitato i Comuni veneti, tramite il presidente regionale ANCI Mario Conte, a una presa di posizione pubblica e unitaria. Tuttavia, CNA rilancia chiedendo un passo ulteriore: trasformare l’appello in un’azione diffusa e partecipata attraverso strumenti già previsti dagli ordinamenti comunali.
Il ruolo dei Comuni e il coinvolgimento delle comunità locali
Secondo CNA Unimpresa Treviso, i Comuni sono il presidio istituzionale più vicino a cittadini e imprese. È proprio a livello locale che si costruiscono relazioni, si sviluppa l’economia e si tutela la convivenza civile.
L’idea dei consigli comunali aperti punta a rendere protagonisti non solo gli amministratori, ma anche il tessuto produttivo e sociale. Artigiani, commercianti, lavoratori, sindacati e associazioni potrebbero partecipare attivamente a momenti istituzionali pubblici, portando contributi concreti e condividendo una posizione comune contro l’inasprimento dei toni.
Questo approccio permetterebbe di trasformare una dichiarazione simbolica in un’azione reale, capace di incidere sul territorio e rafforzare il dialogo tra istituzioni e comunità.
Uno strumento già disponibile e immediatamente attivabile
Uno degli elementi centrali della proposta è la semplicità di attuazione. I consigli comunali aperti sono già previsti dagli statuti comunali, il che significa che non sono necessari nuovi iter normativi per attivarli.
Si tratta quindi di una scelta politica e organizzativa: convocare queste assemblee significa aprire le porte delle istituzioni alla cittadinanza e creare un confronto diretto sui temi della convivenza, della responsabilità e della stabilità internazionale.
Parallelamente, CNA suggerisce anche azioni coordinate a livello regionale, tra cui:
- esposizione di messaggi condivisi di pace nei municipi
- incontri nelle scuole superiori sui temi della convivenza civile
- rafforzamento dei gemellaggi tra Comuni, anche con territori colpiti da conflitti
Impatti economici: le tensioni globali pesano sulle imprese
Il tema non è solo sociale, ma anche economico. Le tensioni internazionali stanno già producendo effetti concreti sul sistema produttivo trevigiano.
Nel 2025, l’export verso gli Stati Uniti ha registrato un calo dell’8,1%, con flessioni particolarmente marcate in alcuni settori: -56,8% per gli elettrodomestici e -13,4% per i macchinari. A questo si aggiunge la diminuzione del numero di imprese attive in provincia, scese a 76.186 unità, con oltre mille attività in meno in un solo anno.
Questi dati evidenziano come la stabilità internazionale non sia un concetto astratto, ma una condizione essenziale per garantire mercati aperti, certezze normative e sostenibilità economica.
Consigli comunali aperti come risposta concreta
In questo contesto, i consigli comunali aperti emergono come uno strumento strategico per rafforzare il dialogo e costruire una risposta condivisa alle sfide globali. CNA Unimpresa Treviso invita quindi l’ANCI e tutte le amministrazioni locali a trasformare l’appello iniziale in un’iniziativa strutturata e coordinata su tutto il territorio veneto.
I consigli comunali aperti possono diventare il luogo in cui istituzioni, imprese e cittadini si incontrano per riaffermare i valori della convivenza civile e affrontare insieme le conseguenze delle tensioni internazionali. Una scelta che unisce dimensione sociale ed economica, con l’obiettivo di dare stabilità e prospettiva ai territori.















