Veternigo di Santa Maria di Sala, i soccorsi dopo l'incidente mortale sul lavoro
Veternigo di Santa Maria di Sala, i soccorsi dopo l'incidente mortale sul lavoro

I vigili del fuoco sono intervenuti stamattina a Santa Maria di Sala, in località Veternigo, per soccorrere due operai che sarebbero caduti in una cisterna per la raccolta dei residui biologici, mentre erano impegnati nella pulizia di una fossa biologica, a servizio di un’abitazione: recuperati purtroppo i corpi senza vita dei due operai, rispettivamente di 20 e 30 anni Nucleo NBCR impegnato nella messa in sicurezza dell’area.  Sul posto anche i carabinieri, lo Spisal e il sindaco di Santa Maria di Sala.

Le reazioni dal mondo politico e sindacale.

“Due operai morti oggi nel veneziano, caduti in una cisterna mentre lavoravano. Due ragazzi di 20 e 30 anni. Ancora una volta, il lavoro si trasforma in morte. È inaccettabile, è una tragedia senza fine che si consuma troppo spesso nel silenzio della politica”. Lo dichiara Andrea Martella, segretario regionale del Partito Democratico del Veneto. “Non possiamo abituarci. Non possiamo voltare la testa dall’altra parte. Nessuno può chiamarsi fuori. La sicurezza sul lavoro deve tornare al centro dell’agenda politica, nazionale e regionale. Come Partito Democratico ci impegniamo a farne una priorità assoluta nei prossimi mesi, anche nella sfida per il futuro del Veneto. Ogni vita che si spezza sul lavoro è una sconfitta dello Stato, delle istituzioni, di tutti noi”.

“Un’altra tragedia sul lavoro che lascia sgomento e dolore. A nome mio e della Giunta regionale esprimo un sentito cordoglio alle famiglie dei due operai morti questa mattina a Santa Maria di Sala. Due lavoratori impegnati nel proprio lavoro hanno perso la vita in circostanze che devono essere chiarite fino in fondo.” Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia,“Morire sul lavoro è inaccettabile. È necessario accertare con rapidità se siano state rispettate tutte le condizioni di sicurezza, se gli operatori erano adeguatamente formati, se l’intervento era stato pianificato e controllato con la dovuta attenzione. Ringrazio per il loro intervento i Vigili del Fuoco ed il SUEM 118, che hanno agito in condizioni difficili cercando di portare aiuto ai due lavoratori, per i quali purtroppo non vi è stato nulla da fare. Attendiamo ora i risultati degli accertamenti. Serve rigore, formazione e consapevolezza a tutti i livelli dei rischi di certi interventi, specie in ambienti confinati come fosse e cisterne, perché non possiamo continuare a contare morti sul lavoro”.

il Segretario generale della Cisl Venezia Michele Zanocco dichiara: “La Cisl di Venezia è scossa per quanto avvenuto nella villetta di via Desman a Veternigo di Santa Maria di Sala e, per prima cosa, va la vicinanza alle famiglie colpite da questa tragedia. I decessi sul lavoro non sono più accettabili e come organizzazione sindacale è da tempo che chiediamo più controlli. Come Cisl lo diciamo da tempo: la sicurezza non è un lusso, non è un costo ma è la prima, vera priorità nazionale, il nucleo da cui far partire un accordo che vincoli parti sociali e istituzioni verso un obiettivo di civiltà. Serve davvero una svolta concreta su prevenzione, controlli, formazione e investimenti: è tempo dei fatti. Confermiamo la necessità di aumentare i controlli nelle aziende e i piani specifici d’intervento nel territorio metropolitano. Ma tutto ciò può avvenire solo mediante il rafforzamento degli organici del personale ispettivo. Le responsabilità sui singoli incidenti vanno accertate dagli organi competenti e punite se è il caso. Resta forte e determinato il nostro impegno sul fronte della prevenzione sui luoghi di lavoro affinché prevalga l’attenzione costante su questo fronte da parte di tutti i soggetti per fermare questo triste epilogo”.

“Tre vite spezzate in pochi giorni in Veneto. Due operai di 20 e 30 anni morti in una cisterna nel Veneziano. Un rider di 35 anni, investito nel Padovano mentre lavorava, morto dopo giorni di agonia. Vicende diverse, un solo filo conduttore: l’idea che si possa ancora morire di lavoro. Siamo vicini alle famiglie delle vittime, ma dire questo non basta. Dobbiamo imparare a dire di no, con forza. Chi fa politica in primis. Ma anche la società civile e il mondo dell’impresa. Perché la vita viene prima di tutto”.  Così Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, interviene con dopo i gravi incidenti degli ultimi giorni. “Non possiamo considerare queste morti come fatalità  Sono il segno di un sistema che ha smesso di garantire sicurezza. E il silenzio delle istituzioni fa più rumore della cronaca nera. Ovunque vado, mi parlano di precarietà, salari bassi, instabilità. E, sempre più spesso, di paura. Paura di non farcela, di farsi male, o peggio. Se il lavoro non è sicuro, non è lavoro. Il lavoro sarà uno dei capitoli centrali del mio programma e della mia visione per il Veneto. Sicurezza, stabilità, retribuzioni giuste, e capacità di trattenere in Veneto talenti e competenze nel mondo giovanile. Se i veneti sceglieranno il cambiamento, sarà anche su questo terreno che dimostreremo la differenza. Perché una società giusta è quella in cui nessuno muore per lavorare”. 

“Sono profondamente scosso dalla tragedia avvenuta oggi a Veternigo di Santa Maria di Sala, dove due operai hanno perso la vita mentre erano impegnati in un intervento di bonifica in una fossa biologica. Così il Sindaco della Città Metropolitana di Venezia, Luigi Brugnaro. “Desidero innanzitutto esprimere a nome dell’intera Città metropolitana di Venezia e mio personale il più sincero cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime, ai colleghi e a tutti coloro che oggi piangono questa perdita assurda e dolorosa.
È un dramma che colpisce al cuore tutta la nostra comunità, ricordandoci ancora una volta quanto lavoro e sicurezza debbano camminare sempre insieme”.