È un Veneto virtuoso quello che emerge dai risultati dal rapporto su produzione e gestione dei rifiuti presentato a Palazzo Balbi da Regione e Arpav. Nel 2014 sono state 2.241.000 le tonnellate di immondizia prodotta in Veneto. Ciò significa che ogni cittadino veneto ha creato circa 445 kg all’anno di spazzatura, un valore medio-basso rispetto alla media nazionale. Questo fa del Veneto una delle realtà più abili nella gestione dei rifiuti anche se la palma di comune peggiore va a Venezia che, complice l’elevato flusso turistico, ne crea più di 484.000 tonnellate. La spesa per la gestione è di € 119 per abitante, anche se il dato è stato calcolato solo su 503 comuni, tralasciandone circa 90 tra cui la città lagunare. Le motivazioni sono da ricercarsi nelle peculiarità territoriali con costi di gestione difficilmente comparabili e una presenza turistica non agilmente rilevabile, soprattutto nei cosiddetti giornalieri. Da un calcolo statistico si è riusciti però a fornire un indirizzo valutabile intorno al 60% d’impatto maggiore per le città a forte connotazione turistica. Per quanto riguarda la differenziata, il Veneto ha una media di riuscita che supera la soglia della norma nazionale ma la gestione del territorio è stata in grado di superare anche l’obiettivo regionale, con 163 comuni che hanno raggiunto il 76%. In questo senso la “regina” della raccolta differenziata è Castelcucco, in 
Gian Nicola Pittalis















