È iniziata ufficialmente la dodicesima legislatura del Consiglio regionale del Veneto, all’indomani delle elezioni regionali 2025. Un avvio carico di aspettative, segnato da un forte rinnovamento dell’aula e da una maggioranza più contenuta rispetto al passato, destinata a incidere profondamente sulle dinamiche politiche dei prossimi anni.
L’immagine più ricorrente tra i corridoi di Palazzo è quella del “primo giorno di scuola”. A descriverla è il dottor Roberto Valente, uno dei volti storici dell’assemblea: «Anche per me, che sono all’ottava legislatura, l’emozione è la stessa della prima volta. Vedere tanti volti nuovi rende questo momento speciale».
Un Consiglio regionale profondamente rinnovato, con molti consiglieri alla prima esperienza istituzionale, chiamati a orientarsi rapidamente tra regolamenti, commissioni e lavori d’aula. Un cambio di passo evidente rispetto alla precedente legislatura, definita dallo stesso Valente “piuttosto semplice”, seppur segnata dalle difficoltà del periodo pandemico.
Lo scenario politico che emerge dopo il voto è però più complesso. La nuova maggioranza appare numericamente più risicata, elemento che potrebbe tradursi in un aumento del confronto e della necessità di mediazione. «Compromessi, accordi e anche scontri fanno parte della vita di ogni assemblea legislativa», sottolinea Valente. «È proprio questa vivacità a dare senso al lavoro politico».
Il Consiglio regionale del Veneto si prepara dunque a una fase in cui dialogo e capacità di sintesi saranno centrali. Tra entusiasmo dei neoeletti ed esperienza dei veterani, la dodicesima legislatura si apre sotto il segno del confronto, in un equilibrio politico tutto da costruire.
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