Terrorismo, rafforzate le misure di sicurezza in tutto il Veneto

Terrorismo, rafforzate le misure di sicurezza in tutto il Veneto

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E’ allarme anche in Veneto a seguito dell’attacco terroristico di Berlino. I questori e i prefetti dei sette capoluoghi sono stati allertati dal Viminale dopo la riunione del Comitato di Analisi strategica antiterrorismo tenutasi lunedì, nell’immediatezza dei tragici fatti di Charlottenburg durante i quali hanno perso la vita 12 persone e oltre 50 sono rimaste gravemente ferite.

In provincia di Venezia, nel corso del Cosp (Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza) convocato dal prefetto Domenico Cuttaia, è stato stabilito un coordinamento tra forze dell’ordine e polizie locali anche per l’installazione di barriere/ostacoli utili a prevenire possibili criticità per l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico.  «Dal 23 dicembre all’8 gennaio - ha spiegato il questore Angelo Sanna - unità speciali antiterrorismo di polizia e carabinieri presidieranno i centri storici della città, oltre che di Mestre, Chioggia, Jesolo e San Donà, teatri di iniziative a forte richiamo turistico. Sarà anche ulteriormente intensificata la vigilanza a protezione degli obiettivi sensibili, in particolare a luoghi di culto, mercati e centri commerciali».

A Padova il prefetto, Patrizia Impresa, ha annunciato l’ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza nei luoghi di culto, a partire dalla Basilica di Sant’Antonio e di Santa Giustina, e in mercati e fiere cittadine. Saranno anche collocate barriere in cemento per fermare o limitare il traffico in occasione di eventi di grande richiamo: a Natale in centro e a Capodanno in Prato della Valle. Previsto anche l’impiego dell'esercito e delle speciali Squadre antiterrorismo.

Massima allerta anche a Treviso, dove il prefetto Laura Lega ha disposto l’aumento della sorveglianza in tutti i punti sensibili del capoluogo e della Marca. Ovunque, la parola d’ordine è “massima attenzione”, sia pure senza cadere nel panico perché, come precisa il procuratore aggiunto di Venezia Adelchi d’Ippolito, coordinatore dell’Antiterrorismo: «Mostrare timore sarebbe il primo cedimento verso il terrorismo internazionale e non è il caso di farsi condizionare la vita».

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