L’aria di Treviso è inquinata, e non è una novità vista la situazione che colpisce anche gli altri capoluoghi veneti.

La giunta comunale ha così deciso di portare all’attenzione del Consiglio una bozza di testo che possa definire in due punti la possibile risoluzione alla grande piaga dell’inquinamento atmosferico: limitare il riscaldamento a 18° all’interno dei palazzi per un massimo di 14 ore giornaliere e aumentare le domeniche del blocco no-kat in vigore fino al 30 aprile.

Ora rimane solamente la decisione dell’esecutivo di approvare la soglia dei 18° (o 20° massimi vista la tolleranza di 2 gradi prevista dalla normativa), o spostare la decisione sulla via di mezzo dei 19°.

L’assessore Franchin sottolinea poi che nel Municipio di Treviso i termostati sono già regolati a 18° ed il test sembra funzionare ed applicabile anche a tutto il territorio comunale.

La strategia di Ca’ Sugana è quella di sensibilizzare, anche via internet, la popolazione al fine di far capire quanto stia accadendo e quali sono i rischi ambientali.

L’impegno della amministrazione rimane comunque quello di poter incontrare in Regione l’assessore all’ambiente Bottacin ed intavolare un discorso che potrebbe portare una strategia comune alla risoluzione dei problemi causati dalla cappa di Pm10. Pm10 che non scende mai sotto la quota di 50 microgrammi e che fa classificare l’aria da scadente a pessima (al raggiungimento dei 100 microgrammi).

I grafici dell’Arpav, infatti, mostrano un Veneto colorato di blu; il colore, associato alla qualità dell’aria, rappresenta purtroppo una forte condensazione uniforme di Pm10.

Matteo Venturini

smog_automobili_13