Alla vigilia del match in casa contro la Fiorentina, ecco le dichiarazioni dell’allenatore del Venezia FC, Paolo Zanetti.
Innanzitutto Mister: visti i recenti risultati ottenuti dalle dirette concorrenti nella lotta per la salvezza, si sente sotto pressione, nel senso di sentire obbligo di fare punti e risultato?
“No, non direi. A prescindere da questo, i punti dobbiamo farli ugualmente, se vogliamo salvarci dobbiamo farne comunque 35-37. Detto questo, è normale che ci siano giornate dove le altre squadre hanno big match, oppure scontri diretti. Noi dobbiamo pensare solo al nostro cammino, perché per salvarci serve qualche vittoria, e per noi vincere non è facile ed è la realtà dei fatti, tuttavia questa è la nostra missione. Credo che, se nella prima parte dovessimo cercare di diventare competitivi, quindi degni di questo campionato, e credo che lo siamo diventati, adesso invece dobbiamo dimostrare di poter essere alla pari delle altre squadre che si giocano la salvezza”.
Chi non sarà della gara, domani?
“Purtroppo abbiamo perso Fiordilino, andrà lui fuori lista. Voi sapete la mia stima tecnica verso il ragazzo, che però quest’anno è stato veramente sfortunato. Ha avuto il problema alla spalla, ora ha alcune ernie che vanno assolutamente operate, perché altrimenti va incontro ad una pubalgia importante, e questa operazione gli costa da uno a due mesi di stop. La scelta dunque, di mettere qualcuno fuori rosa, è andata su di lui, perché in questo modo ha tempo per recuperare, e manteniamo dentro un giocatore abile. Non ci sarà neanche Modolo, perché ha l’influenza, ma tutti gli altri ci sono”.
Chi potrebbe esserci in porta? Potrebbe essere la volta di Romero?
“Ho un’idea, ma non ho ancora deciso. Romero l’ho visto bene, così come Maenpaa, per cui vedremo domani, ne parlerò anche con il preparatore dei portieri e poi farò la scelta. Quanto a Lezzerini: non so per quanto resterà fuori, è una valutazione medica questa; ovviamente so che si è operato e credo che, per almeno un mese o poco più, dovrà restare fuori”.
Ha pensato anche al modulo? In particolare: sarà un Venezia simile a quello visto contro il Cagliari?
“Dal punto di vista del modulo, ancora non lo so, sul piano del resto dovrà assolutamente essere più simile a quello visto nel secondo tempo con il Cagliari, nell’atteggiamento e nella voglia dei miei, penso. Perché nella ripresa del match di Cagliari abbiamo riacciuffato la gara. Comunque, voi sapete che io credo poco nei moduli, ma più nel coraggio e nella voglia di correre dietro all’avversario e di spendersi per la squadra”.
La sosta di campionato, in questo momento, è stata un fatto positivo o negativo, visti anche i tanti giocatori arancioneroverdi convocati nelle rispettive nazionali?
“Se abbiamo più di qualche giocatore in nazionale, significa che abbiamo qualche giocatore buono (ride, ndr). E, in effetti, lo dico anche per esperienza, ogni volta che i giocatori vanno via, poi tornano con qualcosa di diverso. Busio, per esempio, è stato via 13 giorni e ha fatto 12 minuti di gioco, in altre parole ha fatto viaggi transoceanici per poi giocare poco. Altri, invece, hanno giocato tanti minuti, come Johnsen che, oltretutto, l’ho visto rinfrancato dall’essere stato con la Norvegia. Il problema, però, sta negli infortuni e nella condizione. Crnigoj, ad esempio, ha un fisico particolare, tanto che, se nella gara dopo la prima pausa ha fatto fatica, oggi invece l’ho rivisto diverso. Queste sono cose che tolgono certezze all’allenatore, che gli fanno venire dubbi”.
Come giudica la Fiorentina?
“Ritengo che sia molto vicina ad essere una grande squadra: ha grande condizione e ritmo, per cui per spuntarla dovremo fare una partita intelligente. Infatti loro sono molto aggressivi, vengono a prenderti alti e lasciano qualche spazio, ma nonostante questo cercano, per concezione di gioco, di fare subito la gara. Inoltre, la Fiorentina è una squadra simile al Torino, per mentalità e atteggiamento, ma diversa per modulo, quindi, probabilmente, più bella da veder giocare; ha idee di gioco, un mister molto bravo e grande intensità, quindi, dal punto di vista agonistico e caratteriale dovremo essere bravi a restare dentro la partita. Comunque noi giocheremo in casa nostra, abbiamo bisogno di punti, poi chiaramente sarà il campo a dire quali sono i valori. Quel che è certo è che non voglio vedere il primo tempo di Cagliari”.
Potrebbe essere il momento di Haps?
“In realtà non sono del tutto convinto, perché ho il dubbio dettato, chiaramente, dalla condizione fisica: anche durante gli allenamenti vedo dei cali in picchiata, causati dall’avvio difficile che ha avuto. Naturalmente mi piacerebbe farlo giocare, perché lo abbiamo preso appunto, peraltro da una squadra importante come il Feyenoord, per farlo giocare, mi aspetto che sia un giocatore che alzi il nostro livello tecnico. Ma date le sue condizioni attuali, sarebbe un cambio certo e non sono sicuro possa essere in grado, ora come ora, di reggere una gara così”.
Troverà Maleh con un’altra maglia. Che effetto le farà?
“Senz’altro un brutto effetto. Ci manca, Youssef è stato fondamentale nella nostra cavalcata per arrivare in serie A: ha caratteristiche difficili da sostituire e che, infatti, non abbiamo rimpiazzato. Da un lato, fa piacere vederlo in una grande squadra; dall’altro lato, mi sarebbe piaciuto vederlo ancora con noi, sarebbe stato bene con la nostra maglia”.
E in quale ruolo vede meglio, invece, Ampadu?
“Secondo me, per caratteristiche, può giocare sia in difesa che a centrocampo, è un giocatore intelligente e duttile, che fa le cose semplici ed è un elemento di spessore, mi piace, poi è ovvio che se deve fare il play è poco in casa sua, ma quello che sa fare lo fa bene, può giocare in mezzo, insieme a Vacca e qualcun altro probabilmente. In difesa è vero che in nazionale spesso fa il terzo di difesa, però ha giocato tante gare anche al centro, pur essendo appunto abituato a giocare a tre, e dovrebbe fare un percorso, per giocare a due in mezzo. In una difesa a quattro ha bisogno di tempo, perché ha riferimenti completamente diversi, ma all’occorrenza può giocare da centrale. In quella zona comunque abbiamo Caldara, Ceccaroni, Svoboda che sta facendo bene, c’è anche capitan Modolo. Attualmente per lui è più semplice fare il centrocampista; tuttavia, in ottica cambio modulo, può fare il “braccino” di destra o sinistra, anche perché ci serve fisicità e ci servono dunque ragazzi di un certo tipo, appunto come Ampadu”.
Lo stadio sarà quasi esaurito. Che cosa si aspetta dai tifosi?
“Credo proprio che la città abbia risposto, ora sta alla squadra rispondere, per quello che riguarda l’atteggiamento, che è quello che i nostri ultras vogliono sempre vedere. Credo che comunque si sia creata un’alchimia importante l’anno scorso, fra squadra e tifosi, si era leggermente incrinata, quest’estate, per i motivi che tutti conosciamo, ma ora le cose stanno rientrando, anche per merito delle prestazioni della squadra, la quale sta facendo vedere che non molla mai. Vedo che la gente ha voglia di spingerci, e di questa cosa noi abbiamo bisogno, anche perché la nostra salvezza va costruita anche in casa, ho battuto spesso su questo tasto, anche l’anno scorso”.















