L’ingresso a Palazzo Ferro Fini segna un passaggio politico e simbolico per Riccardo Zsumski, eletto in Consiglio regionale del Veneto e capogruppo di una formazione che alle elezioni regionali 2025 ha intercettato un consenso trasversale. Un risultato costruito in due anni di campagna elettorale, fatta di incontri, territori e confronto diretto con i cittadini.
«L’emozione è profonda – ammette – Venezia per me è identitaria». Ma al di là della soddisfazione personale, Zsumski rivendica con forza il ruolo politico del suo gruppo: essere un’alternativa concreta ai due schieramenti tradizionali. «Valuteremo tutto ciò che c’è in campo, portando il nostro contributo sulle idee che ci sono state trasmesse dalle persone».
Il post-elezioni è segnato da un forte riscontro popolare. Anche nelle ore successive all’insediamento in Consiglio regionale, racconta, non mancano attestati di stima e incoraggiamenti: «Un sacco di gente mi ferma e mi dice “ce l’abbiamo fatta”». Un entusiasmo che affonda le radici nella raccolta firme, considerata una prova di credibilità e partecipazione attiva.
Proprio il tema della partecipazione è centrale nella lettura politica di Zsumski, soprattutto in relazione all’astensionismo. «Il fatto che la maggioranza non vada a votare è un messaggio chiarissimo – sottolinea –: il rapporto tra politica e cittadini va ripensato».
Medico di famiglia da oltre trent’anni, Zsumski richiama un modello di prossimità oggi sempre più raro. «Il medico è uno di famiglia, va a casa delle persone. Io sono sempre stato coerente, nella professione come in politica». Un approccio che punta su ascolto, confronto e mediazione, senza perdere il contatto con il territorio.
«I cittadini si sentono esclusi – conclude – e quando succede smettono di partecipare. Il nostro compito è riportarli al centro delle scelte politiche». Un messaggio che, nel nuovo Consiglio regionale, punta a tradursi in metodo e proposta.
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