Opere Pie Onigo, vendita terreni nel mirino della minoranza
Le Opere Pie Onigo finiscono al centro del dibattito politico a Pederobba, dove la questione della vendita dei terreni approda ufficialmente in Consiglio comunale. Opere Pie Onigo rappresentano oggi un caso emblematico che solleva interrogativi su trasparenza, gestione e ricadute per il territorio agricolo locale.
Il gruppo di minoranza “Pederobba Unita”, insieme al Circolo locale di Fratelli d’Italia, ha annunciato la presentazione di una richiesta formale di chiarimenti sull’intera operazione. L’obiettivo è fare luce su modalità e scelte che, secondo l’opposizione, potrebbero avere conseguenze rilevanti per l’economia agricola e per la comunità.
«È indispensabile che il Consiglio comunale venga informato in modo completo e trasparente – ha dichiarato la consigliera Sabrina Moretto –. Non si tratta di una decisione marginale, ma di una scelta che incide direttamente sul territorio».
Terreni Opere Pie Onigo: un lotto unico che divide
Dalla documentazione emerge un elemento chiave: i terreni delle Opere Pie Onigo messi in vendita sono quattro appezzamenti distinti, situati tra Onigo, Levada e Covolo. Nonostante la loro autonomia, la scelta è stata quella di proporli come un unico lotto indivisibile.
Una decisione che, secondo la minoranza, ha ridotto drasticamente la platea dei potenziali acquirenti. Gli agricoltori locali, che per anni hanno lavorato quei terreni, si sono trovati di fatto esclusi dall’operazione. L’investimento richiesto supera infatti i 4,5 milioni di euro, una cifra considerata fuori portata per la maggior parte delle aziende agricole del territorio.
A rendere ancora più controversa la situazione è l’esclusione dal bando del diritto di prelazione agraria, sia per gli affittuari sia per i confinanti. Un aspetto che rafforza l’impatto della vendita sul tessuto agricolo locale e alimenta il dibattito politico.
Impatto sul territorio e ruolo dell’amministrazione
Secondo “Pederobba Unita”, la scelta penalizza le realtà locali a favore di soggetti con maggiore capacità finanziaria ma privi di radicamento sul territorio. L’attenzione si concentra anche sul ruolo dell’amministrazione comunale e sulla governance dell’ente.
Le alienazioni, infatti, non sono considerate atti automatici, ma decisioni deliberate dal Consiglio di Amministrazione, che ha competenza sia sulle vendite sia sulle modalità operative. Il CDA è nominato dal sindaco e la presidenza è espressione dello stesso organismo, elemento che per la minoranza conferisce alla vicenda una chiara rilevanza politica.
Opere Pie Onigo e le richieste di chiarimento
La questione delle Opere Pie Onigo assume dunque una dimensione che va oltre l’aspetto tecnico. «Non siamo di fronte a una scelta neutra – sottolinea Sabrina Moretto – ma a una decisione che comporta una responsabilità politica precisa».
L’opposizione ha annunciato che porterà il tema in Consiglio comunale, ma non solo. Sono già stati richiesti approfondimenti anche a livelli istituzionali superiori, con l’obiettivo di comprendere nel dettaglio il percorso decisionale e le motivazioni alla base della vendita.
Dubbi sulla gestione economica dell’ente
Tra i punti sollevati emerge anche una domanda centrale: perché vi è la necessità di incassare somme così elevate? Negli anni precedenti, infatti, sono già stati alienati numerosi terreni, ma la situazione economica dell’ente non sembra aver trovato un equilibrio.
Secondo la minoranza, i cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato reale dei conti e le modalità di gestione delle risorse. La trasparenza diventa quindi un elemento fondamentale per ristabilire fiducia e chiarezza.
Il futuro del territorio agricolo
La vicenda delle Opere Pie Onigo non è solo una questione amministrativa, ma rappresenta un passaggio cruciale per il futuro del territorio. Le scelte adottate potrebbero influenzare in modo significativo l’economia agricola locale e la tenuta della comunità.
L’obiettivo dichiarato dall’opposizione è duplice: da un lato ottenere piena chiarezza sull’operazione, dall’altro verificare la possibilità di tutelare il sistema agricolo locale. La partita resta aperta e il confronto politico si preannuncia acceso nelle prossime settimane.















